È di tre arresti il bilancio di un'operazione condotta dalla polizia nei confronti di una cellula legata all'Isis con base in Italia: due cittadini albanesi, zio e nipote, il primo residente in Albania e l'altro in provincia di Torino, che si sarebbero proposti come reclutatori di aspiranti jihadisti in Italia, oltre a un 20enne italiano di origine marocchina, anche lui residente in provincia di Torino, accusato di apologia di terrorismo  aggravata dall'uso di Internet, e autore del documento di 64 pagine interamente in italiano apparso di recente sul web   intitolato "Lo stato islamico, una realtà che ti vorrebbe comunicare". Il cittadino albanese è stato arrestato a Kavaja, circa 40 chilometri a sud di Tirana: il suo nome è Alban Haki Elezi, ha 38  anni ed è residente a Rasshbull, villaggio di Kavaja. L'uomo frequentava una delle moschee della stessa città. 

Le indagini che hanno portato all'operazione di questa mattina - scattata alle 6.30 e chiamata Bankan Connection - sono iniziate tre anni fa, seguendo le tracce di un italiano di origini marocchine che si era trasferito in Siria. Secondo il procuratore di Brescia, Tommaso Buonanno, l'intera operazione è stata resa possibile grazie anche alla sinergia tra l'antiterrorismo, il questore e il lavoro dei magistrati. Sinergia che, sempre secondo Buonanno, costitusice un esempio da seguire per riuscire ad avere ragione sugli aspiranti jihadisti presenti nel nostro Paese. «È un grande giorno nella lotta al terrorismo» ha dichiarato Buonanno. «E' importante perché dimostra come gli investigatori e gli inquirenti mostrino attenzione verso questa nuova situazione, pur con carenze di risorse».

I tre cittadini arrestati erano in contatto, sia telefonico che tramite Facebook, con Anas El Abboubi, uno dei foreign fighters italiani attualmente in Siria, su cui pende un'ordinanza di custodia cautelare. Lo stesso Anas (arrestato dalla Digos nel giugno del 2013 e poi scarcerato dal tribunale del Riesame), pochi giorni prima di trasferirsi in Siria, aveva effettuato un viaggio in Albania, dove viveva uno dei presunti estremisti. Non solo: l'operazione ha consentito di individuare un altro giovane, questa volta italo-tunisino, 'agganciato' da alcuni degli arrestati e sottoposto al regime di sorveglianza speciale di Polizia, introdotto dal nuovo decreto antiterrorismo. Gli sono stati sospesi i documenti per l'espatrio. Il ragazzo, residente in provincia di Como, era minorenne quando è stato individuato attraverso internet dai due albanesi arrestati oggi. L'approccio è avvenuto subito dopo la partenza dall'Italia di Anas El Abboubi: all'inizio il giovane era titubante tanto che l'uomo arrestato in Albania è venuto appositamente per convincerlo ad aderire allo Stato Islamico.

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