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Cronaca

Gli alluvionati? Figli di una disgrazia minore

Il sindaco di Zeri, vicino a Massa, si chiede perché per loro il governo non abbia sospeso l'Imu

Aulla

Auto travolte dal fango ad Aulla, Massa Carrara, 26 ottobre 2011. – Credits: ANSA/RICCARDO DALLE LUCHE

«Figli di una disgrazia minore». Il neo-sindaco di Zeri, 2 mila abitanti in provincia di Massa, si chiama Egidio Pedrini, è un ex deputato (Dc, Udeur, Idv) e non ha peli sulla lingua: «I terremotati sono dei disgraziati. D’accordo. Hanno diritto a una proroga dell’Imu. D’accordissimo. Ma sono dei disgraziati anche gli alluvionati. Potete per favore prenderci un po’ in considerazione?»
Gli alluvionati sono ovviamente quelli di Zeri, vittima dell’alluvione del 25 ottobre 2011, riuniti nel comitato Zeri nel cuore. Ma ci sono anche quelli di Aulla, di Campo all’Elba, di Sala Baganza, Talignano, Cafragna... Tutti in movimento per fare rete e contare qualcosa: perché «E’ inutile sperare di poter incidere come comunità di poche migliaia di cittadini» ha annunciato Paolo Franceschetti, fondatore del comitato alluvionati dell’Elba, alla stampa locale. E dunque? «Siamo in contatto con altre realtà alluvionate italiane ed entro l’11 giugno sarà possibile entrare a far parte di una rete nazionale con tutti i comitati della penisola».
Appuntamento per tutti, dunque, al primo raduno delle “vittime discriminate”, l’11 giugno, a Sala Baganza (Parma). L’11 giugno 2011, chi se lo ricorda?, il territorio di Sala Baganza, Collecchio e Fornovo è stato «inondato da una bomba  violentissima di acqua e fango che ha procurato la morte di un nostro concittadino, feriti e milioni di euro di danni» raccontano su Facebook i fondatori del comitato locale. «Ad oggi ancora nulla è stato fatto: siamo l’unico territorio alluvionato che non ha avuto da parte del governo la dichiarazione di stato di calamità naturale», che avrebbe permesso «lo stanziamento di fondi statali e regionali per la messa in sicurezza del territorio e il ristoro parziale dei danni dei privati cittadini».
Dov’è lo Stato? Dove sono gli aiuti? Un ritornello comune a Sala Baganza come a Zeri, ad Aulla come alla Lunigiana (alluvionate il 25 ottobre 2011) e all’Isola d’Elba, colpita il 7 novembre. A Marina di Campo si aspettano « 3 milioni di liquidità che devono arrivare dallo Stato» secondo Franceschetti « per alleviare i bilanci di famiglie e imprese. In un distretto turistico, dove ormai si lavora a pieno ritmo solo 3 mesi all’anno, quei soldi rappresentano una boccata d’ossigeno per tutta la comunità. Senza quei risarcimenti, pagati i danni, con Imu, Irpef ed altro alle porte e la situazione di crisi economica generale, non ci sono grandi speranze per il futuro.»

L’Imu è una spina nel cuore per tutti. Ribadisce Pedrini: «Non si capisce il perchè, se siamo tutti disgraziati, proprio noi dobbiamo essere trattati in un modo diverso. Monti ha sospeso l’Imu per i terremotati, ma vuole che noi alluvionati si paghi tutto e subito. Cosa devo dire ai miei vecchietti? Andate in chiesa a pregare il Signore di mandarci un terremoto anziché un’alluvione? Non posso proprio. Perché noi, fortunatissimi, abbiamo già avuto tutti e due: l’alluvione a ottobre e il terremoto adesso. Abbiamo perfino delle chiese danneggiate, ma essendo proprio sul confine del cratere non ci riconoscono nessun danno».

Scherza, il neo-sindaco? Neanche troppo. Eletto alle ultime amministrative, sta contattando i colleghi nei municipi delle Cinque terre e degli altri comuni alluvionati tra ottobre e novembre per organizzare i «figli di una disgrazia minore» in una rete che finalmente li faccia contare qualcosa. E che li salvi, tanto per cominciare, dal pagamento dell’Imu.

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