Cronaca

Elton John e Dolce & Gabbana: qui Germania

Ampio spazio al dibattito su libertà di opinione e democrazia in un Paese dove le unioni gay e l'adozione da parte di uno dei coniugi sono possibili da tempo

Nella foto Elton John e David Furnish, qui con il piccolo Zachary – Credits: Getty Images

“Dov’è la libertà d’opinione e la democrazia se quando si esprime la propria idea su un tema specifico si rischiano ripercussioni come il boicottaggio commeciale?” si chede Bern Ward, commentatore della versione tedesca dell’Huffington Post, suggerendo anche un nuovo hashtag #BoycottEltonJohn. La stampa tedesca dà spazio alla querelle Dolce & Gabbana vs Elton John con un articolo per ogni affermazione pubblica di star che si esprimono sulla questione, ma si guarda bene dal prendere una posizione precisa. Solo Focus, uno dei settimanali conservatori più venduti in Germania, ha azzardato un po’ di ironia sull’idea di “famiglia tradizionale” incitata da Dolce & Gabbana, intitolando "Viva la Mamma" uno dei capitoletti del proprio articolo, un modo per riferirsi sia allo slogan utilizzato dai due stilisti per la loro ultima collezione che per giocare sulla notoria “mammitudine” italiana, stereotipo spesso preso di mira dai tedeschi. Più polemiche, come previste, sono state le affermazioni della LSVD, la federazione tedesca dei gay e lesbiche tedesca, che da anni lotta per il diritto all’adozione, ma per il resto, Bild, Welt, Zeit, Spiegel non hanno dedicato nessun editoriale o approfondimento alla questione. Troppo delicato il contesto, meglio guardare le cose a distanza.

Secondo uno studio di Statista, una delle più autorevoli agenzie di sondaggi in Germania, il 63% dei tedeschi è a favore delle adozioni da parte di coppie omosessuali, il 30% contrario ed 7% non sa/nessuna risposta. Si tratta di un tema da tempo dibattuto. Non c’è bisogno di un detonatore come l’intervista dei due stilisti italiani per affrontarlo. In un Paese in cui le unioni civili tra gay sono possibili già dal 2001, il passo successivo - il diritto di prendersi cura di un bambino - è in alcuni casi già in vigore. Nel febbraio del 2013 la Corte Costituzionale di Karlsruhe ha sancito infatti la possibilità ad uno dei partner di adottare un figlio già adottato precedentemente dal coniuge in un altro contesto. L’apertura all’epoca lasciava presagire un allargamento del diritto anche a coppie omosessuali ancora senza figli, ma a distanza di due anni nulla è cambiato. Del resto nel settembre dello stesso anno, in piena campagna elettorale, durante un’intervista televisiva la sempre riflessiva Angela Merkel si lasciò sfuggire una delle poche considerazioni personali mai rivelate al pubblico: "Lo affermo con tutta sincerità, non voglio discriminare nessuno, ma ho delle difficoltà con la piena uguaglianza. Sono incerta riguardo al benessere del bambino".

Quando a gennaio scorso l’Austria, spinta da una sentenza del 2013 della Corte europea dei diritti umani, ha aperto all’adozione da parte di coppie dello stesso sesso, la Sueddeutsche Zeitung ha dedicato un lungo editoriale alla questione, spiegando che i possibili cambiamenti dell’attuale status quo in Germania arriveranno solo attraverso pronunciamenti delle Corti su casi specifici e non per via politica, dove il centrodestra al momento al governo prende tempo, non vuole lo scontro con l’opinione pubblica. “Bisognerà aspettare almeno una legislatura per vedere delle riforme”. In Germania il timore di esporsi (del ceto politico e della stampa), al momento, è più forte di qualsiasi altro desiderio. Anche di quello di esprimersi.

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