L'"Urlo" di Metalli scuote il Tg1

Liti interne, polemiche, invidie. Al Tg1 sono giorni di tensione tra chi sale e chi scende

Il Direttore del Tg1, Alberto Maccari (Credits: Claudio Bernardi/Lapresse)

La creazione del gruppo Rai Cinquestelle non gli bastava. Adesso l’inviato del tg1 Leonardo Metalli si è buttato sulla musica. Con Raffaello Di Pietro, autore di Andrea Bocelli e Gianni Morandi ha scritto e musicato  «L’urlo della rete», inno populista che debutterà a giorni  in radio. I toni sono in linea con la sua nuova veste grillina: «Forza coraggio gente, solo chi merita batte il prepotente (...) Vite rubate da cialtroni vestiti da buffoni che mangiano milioni».

La musica gli è d’aiuto anche per uscire dal cono d’ombra in cui sostiene di essere stato confinato con l’arrivo di Alberto Maccari alla direzione. Sta aspettando l’esito della vertenza interna prevista per metà luglio prima di affidare all’avvocato una causa per mobbing.

Ma in attesa della rivoluzione montiana le acque sono un po’ agitate in tutto il tg: Francesco Giorgino è sotto attacco del cdr e al grido di «aiuto, tornano i comunisti» il conduttore Stefano Campagna sta per chiedere il trasferimento al tg2. Già concorrente di «Ballando con le stelle» nonché coordinatore de L’alternativa, corrente sindacale di centrodestra, Campagna, il primo in Rai a concedersi l’outing sulla propria omosessualità, è convinto che «con l’arrivo dei comunisti» verrà discriminato due volte: «da gay e da giornalista di destra».

Sostiene infatti di essere stato più benvoluto da direttori di centrodestra come Clemente Mimun e Augusto Minzolini piuttosto che da Gianni Riotta. Ma Campagna c’ha pure il dente avvelenato con la vicedirettora Susanna Petruni, che è di centrodestra come lui. Sulla sua bacheca di Facebook ha scritto che lei l’avrebbe apostrofato con un poco politically correct «sei una checca isterica». Reazione esasperata, pare, alle pressanti recriminazioni di Campagna che promosso vicecaporedattore da Minzolini sta ancora aspettando che l’azienda ratifichi la nomina e dalla Petruni avrebbe gradito una lettera di sostegno. Si salvi chi può.

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