Musica

Il manuale del perfetto beatlesiano

Tutto quello che dovete sapere per poter parlare dei Fab Four in qualsiasi situazione

Luigi Abramo, "Il manuale del perfetto beatlesiano", Arcana (Ufficio stampa)

Scrivere un libro sui Beatles è un lavoro che può svolgere solo un loro fan. Questa è la prima regola, il punto di vista da cui partire per affrontare la lettura de Il manuale del Perfetto Beatlesiano, di Luigi Abramo, appena uscito per Arcana. E il fan, secondo l'autore, è qualcuno che vive in un mondo «Magico, popolato di Sommergibili gialli e Biechi Blu, una Pepperland piena di profumi di vinile, vestiti senza bavero, bassi elettrici Hofner a forma di violino, scintillanti chitarre Rickenbacker e concerti in pelliccia sul tetto, mari di buchi dai quali veder spuntare aneddoti e spillette, poster e fotografie da riscoprire, armoniche architetture vocali di un pugno di canzoni sempre incredibilmente nuove ed eterne».

Definito lo scenario, però, occorre tracciare con precisione di chi si sta parlando. Il fan può essere di diverse tipologie: l'Esegeta, colui che ha letto qualsiasi saggio, biografia e pubblicazione; il Collezionista, che possiede l'inimmaginabile, raccolto in anni e anni di pazienza certosina; l'Integralista, non scevro di tracce di fanatismo, al punto da non ammettere nessuna influenza nell'opera dei propri prediletti; il Tecnicista, categoria estrama: di solito è un musicista o comunque si muove in un'area strettamente connessa alla musica e sa tutto di marche di chitarre, batterie, amplificatori, innovazioni di studio, masterizzazioni, incisioni rare e pirata.

La disamina prosegue per fornire a chiunque tutti gli elementi necessari per sostenere con successo qualsiasi conversazione sui fab four (comprese piccole verifiche in forma di cruciverba).

Con un'avvertenza conclusiva: anche il fan dei fab four ha il suo tallone d'Achille: i capitoli finali della parabola dei Beatles. «Ed è qui che ci cade a fagiuolo la questione Yoko Ono», scrive Abramo, «In cuor suo anche il Beatlefan più intollerante sa bene che individuare nell'artista giapponese il soggetto colpevole o anche solo maggiormente responsabile dello scioglimento dei Fabs significa voler sposare il Re dei Luoghi Comuni Beatlesiani. (...) Però... quanto ci fa comodo un capro espiatorio! E se c'è qualcuno che merita il ruolo, quella è certamente Yoko Ono. Bruttarella anzichenò. Snob e supponente. Antipaticissima nelle insopportabili ingerenze negli equilibri della band....». Insomma, Ono non la passa liscia nemmeno questa volta, ma con una certa dose di ironia e umiltà, Abramo conclude: «Proprio come nella vita, a volte il sentiero verso la Perfezione passa nei campi dell'Imperfezione».

Luigi Abramo, Il manuale del perfetto beatlesiano. Per poter sostenere con successo qualsiasi conversazione sui Fab Four, Arcana, 14 euro.

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