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#hiphopanorama - Intervista a Mistaman: "Ecco il nuovo progetto Unlimited Platform"

Da Treviso fino al top dell'underground italiano. Alessandro Gomiero è conosciuto come Mistaman, rapper dalla tecnica inconfondibile che negli anni si è affinata al servizio di testi sempre più a fuoco sulla realtà

Mista, al secolo Alessandro Gomiero

Dopo le interviste a Ensi e Raige il viaggio tra gli artisti più apprezzati dell'hip hop italiano sale fino in Veneto. E' proprio qui che ha sede la roccaforte della Unlimited Struggle, un collettivo tra i più rispettati e produttivi d'Italia. Al suo interno spiccano artisti diversi tra loro ma uniti dalla stessa voglia di stupire con rime e produzioni originali. Tra loro spicca Mistaman, riferimento della scena fin dalla seconda metà degli anni '90. Fresco di uscita con il disco La scatola nera ha rilasciato un'intervista esclusiva a Panorama.it per raccontare del presente, del passato e del futuro del genere.

Il tuo ultimo disco è stato La scatola nera insieme a dj Shocca, ci parli di questo prodotto e del suo concept?

La scatola nera è la prima cosa che si cerca di recuperare quando succede un disastro, in questo caso l'esplosione dell'hip hop in italia. Chiaramente questa esplosione è una cosa positiva per noi artisti ma in un momento in cui tutti vogliono capitalizzare ed espandere il proprio pubblico abbiamo avuto l'impressione che si stesse perdendo qualcosa dell'essenza originaria dell'hip hop e abbiamo sentito l'esigenza di fare un album che in qualche modo la preservasse. Il nostro è un album che non strizza l'occhio ad altri generi ed è reale nei testi, io e Shocca abbiamo prodotto un disco potente e onesto, senza steroidi, un po' come Rocky contro Ivan Drago. Niente trucchi, solo Hip Hop senza mezze misure.

Come spieghi l'enorme successo della musica hip hop negli ultimi anni?

È musica vera, e credo che la gente oggi voglia realtà. L'hip hop riesce a fotografarla in poche battute, riesce a comunicare concetti complessi in pochi secondi creando un legame fortissimo con l'ascoltatore. È un genere in cui il messaggio ha ancora importanza e che parla schietto, senza ipocrisie.

Fai parte della Unlimited Struggle, un collettivo che nella tendenza degli ultimi anni sta diventando un riferimento anche come vera e propria etichetta. Come nasce la Unlimited Struggle e come vi ponete nei confronti del mercato discografico italiano?

Nella foundation di Unlimited Struggle sono presenti oltre a me anche Shocca, Frank Siciliano, Ghemon, Stokka e Mad Buddy, il collettivo è nato condividendo la stessa attitudine e lo stesso approccio all' hip hop, negli anni la scena ci ha premiato riconoscendo la qualità della nostra musica e la nostra coerenza. Ora che siamo una vera e propria etichetta indipendente stiamo mettendo la nostra esperienza a disposizione di artisti che sono sulla nostra lunghezza d'onda, prima che alle vendite pensiamo alla qualità e all'autenticità della musica e chi ci segue artisticamente sa quello che intendo. Le prossime uscite dopo l'estate saranno quelle di Johnny Marsiglia e Big Joe, E-Green e Nex Cassel.

Parlaci del progetto Unlimited Platform, in cosa consiste?

Si tratta di una sotto-etichetta attraverso la quale diamo la possibilità di pubblicare e vendere nei digital stores il proprio album. Chi volesse sottoporci il proprio può scrivere a info@unlimitedplatform.com , riportando i link da cui scaricare il disco, noi semplicemente selezioniamo gli album che riteniamo validi e in sintonia con la nostra attitudine. L'intento è quello di aiutare chi merita più di un free download e rischia di non farsi notare nell'infinità di lavori che saturano la rete.

Provieni da Treviso, una città di provincia rispetto a quelle che sono riconosciute come le metropoli della musica. Come sei riuscito ad emergere?

Non è per niente facile farsi conoscere a livello nazionale venendo da una realtà di provincia, ma quella che è una debolezza l'abbiamo resa una nostra forza creando uno stile originale che non somiglia a quello di nessuna metropoli e costruendo una struttura dove non c'era nulla. Siamo sempre stati talmente motivati dall'emergere che ci siamo ingegnati con grandi sacrifici per arrivare dove volevamo, sarebbe stato sicuramente più facile in una grande città e lo sarebbe tuttora ma abbiamo l'orgoglio di pensare che tutto quello che abbiamo creato è merito nostro.

Con Ensi e Raige abbiamo parlato del fatto che manca ancora un progetto cinematografico e televisivo in stile sitcom che riguardi il mondo hip hop italiano. Secondo Mistaman chi nella scena italiana potrebbe rendere dietro una telecamera? E in quale ruolo?

Mi piace l'hip hop come cultura e il rap come musica, quello che esula troppo non mi interessa. In italia abbiamo già abbastanza rapper che recitano una parte senza neanche essere in una sitcom quindi preferirei che le cose non degenerassero ulteriormente. Se mi chiamassero a interpretare me stesso comunque ci andrei subito.

Se Mista fosse un videogame quale sarebbe? Quali sono quelli che porti nel cuore?

Credo che sarebbe un videogioco tipo Assassin's Creed e la setta degli Assassini sarebbe Unlimited Struggle. I videogiochi che porto nel cuore sono tanti visto che ho sprecato anni della mia vita davanti alle consolle, in ordine sparso direi: Super Mario World, Shadow of the Colossus, God of War, Tobal 2, Xenogears...fermatemi!

Che rapporto hai con la tecnologia e quale credi sia l'invenzione più importante degli ultimi vent'anni?

Sono decisamente un geek, modo figo per non dire nerd. Credo che gli smartphone e i computer siano ormai vissuti come estensioni del nostro corpo e che internet sia senza dubbio l'invenzione più importante della storia.  

Ai concerti ti capita spesso di essere fermato da fans che ti vedono come un mito, ma chi è il mito per il quale Mista si emozionerebbe di più?

Sono un po' restio a mitizzare e a farmi mitizzare, comunque se proprio devo scegliere mi piacerebbe una cena con Stephen Hawking per fargli alcune domande sulla realtà, son sicuro che neanche lui ci ha capito niente, poi dopo cena mi emozionerebbe sicuramente incontrare Leanna Decker.

Quali sono gli ultimi dischi che hai ascoltato e quelli che ti hanno colpito di più?

Tra gli ultimi direi: Cancer for Cure di EL-P, Channel Orange di Frank Ocean e Ohnomite di Oh No.

Chi segnali tra gli emergenti della scena hip hop italiana?

Non posso che citarti gli emergenti della nostra scuderia ovvero E-Green, Cali, Johnny Marsiglia e Big Joe, tra poco spero avremo con noi anche Louis Dee in modo da avere Killa Soul al completo.

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