Musica

Francesco De Gregori: Sulla strada - la recensione

Un disco capolavoro con Nicola Piovani e Malika Ayane

Francesco De Gregori (credits: Getty Images)

Ispirandosi al celebre romanzo On The Road di Jack Kerouac, vero e proprio manifesto della generazione beat, Francesco De Gregori ritorna con la sua maestria nel raccontare scenari di quotidianità, rubando frammenti di tempo per incastonarli tra le note della sua chitarra. Sulla Strada, questo il titolo del nuovo album del cantautore, si articola in 9 brani, uno più bello dell'altro che vantano collaborazioni d'eccellenza come Nicola Piovani, che ha scritto e diretto gli archi in Passo d'uomo e Guarda che non sono io, e Malika Ayane che compare in Ragazza del '95 e Omero al Cantagiro.

L'album si apre con la title track, Sulla Strada, un delizioso folk-rock ritmato quasi a voler riprodurre onomatopeicamente i suoni del viaggio, della strada che  si potrebbe definire come il manifesto del musicista, che è sempre in giro per portare la propria musica alla gente. Il De Gregori cantastorie sceglie il rebetiko, una specie di blues della tradizione musicale greca, per musicare il racconto di Belle Epoque, dipingendo scenari antichi ma sempre attuali con un pizzico di amara malinconia. Troviamo anche una pungente beguine in Omero al Cantagiro, in cui canta una sottile ed ironica metafora riferita all'attuale scena musicale italiana.

Ed ecco arrivare la prima canzone d'amore dell'album, Showtime, una dolce e tenera ballata in classico stile De Gregori. In La Guerra, ritroviamo le sonorità rock che accentuano la durezza dei temi trattati, quasi in contrasto con la poesia di Guarda che non sono io, sicuramente il brano più sentito e profondo di questo viaggio, anche se ci ricorda qualche vecchio successo del cantautore romano. In Ragazza del '95 riecheggiano nuovamente le sonorità un inno alla vita che guarda speranzoso al futuro. Il disco si chiude con una stupenda Falso Movimento, che sfuma lentamente sotto un bellissimo e sentito solo di tromba regalando al pezzo una leggerezza magica, quasi eterea.

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