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Come si crea la compilation perfetta: 10 cose da sapere per la colonna sonora della nostra vita

Musica da party, tracklist sentimentali, selezioni musicali da viaggio: ecco come fare

Un negozio di cd – Credits: Getty Images

Gli eventi importanti della nostra vita sono quasi sempre accompagnati da una colonna sonora. Che sia scelta da noi o imposta dal luogo dove ci troviamo, la musica segue passo passo lo svolgimento delle nostre giornate e della nostra esistenza. In alcuni casi siamo noi stessi a creare la colonna sonora del nostro tempo. Una colonna sonora che inesorabilmente prende la forma di una COMPILATION.

Nell'era di iTunes, degli Mp3 e della musica in streaming realizzare una compilation ad hoc è diventato semplice.

Ecco 10 consigli da seguire per la compilation perfetta, quella ritagliata perfettamente su ciascuno di noi come un abito su misura. 

1) Il contesto: Non ci sono canzoni adatte ad ogni circostanza. La compilation per la palestra o fare jogging non può che differire radicalmente da quella per guidare di notte o per le fughe romantiche. Da tenere a mente: la compilation sbagliata può funestare anche i momenti più belli (ricordo un tramonto davanti al Grand Canyon: a pochi metri c'era un biker armato di mini stereo che sparava bordate di heavy metal trucido...).

2) Le affinità: a meno che la scelta non sia quella di creare una tracklist un po' folle e incoerente, le affinità di sound ed ispirazione contano parecchio. Per la riuscita della compilation è fondamentale la coerenza del mood sonoro. Che in concreto significa questo: nella stessa lista di "brani dal mood metropolitano" stanno bene insieme i Velvet Underground, i Ramones, gli Strokes, i Talking Heads e i Television. I Sigur Ros non c'enterebbero nulla. Altro esempio: in una compilation prog rock-fantasy funzionano Genesis, Marillion, Jethro Tull e Yes. Da evitare i Coldplay. 

3) Party time:la compilation da party non ha regole rigide. Non serve una coerenza temporale e i brani possono venire da decenni diversi. Quel che conta è l'atmosfera: Rock the casbah dei Clash, Twist and Shout dei Beatles piuttosto che Happy di Pharrell Williams o Get Lucky dei Daft Punk possono serenamente convivere nella stessa selezione.

4) La vita in una tracklist: in questo caso conta moltissimo la personalizzazione. La colonna sonora della propria esistenza si può realizzare con varie modalità: una delle più gettonate è selezionare una canzone significativa per ogni anno della propria vita. Una del 1965, una del 1966 e così via... Vale anche il criterio di riunire in modalità random tutte le canzoni a cui sono legati momenti indimenticabili. 

5) Canzoni a tema: in questo caso le variazioni sono infinite. Si va dalla compilation per la vacanza on the road (il repertorio degli artisti della west coast americana è eccezionale, vedi Eagles o Doobie Brothers) a quello completamente intima e personale legata alle relazioni sentimentali di una vita (questa espone al rischio di rivivere attraverso il suono anche i momenti meno belli...)

6) Il destinatario: tra fare una compilation ad uso personale ed una per la fidanzata od un caro amico c'è una differenza abissale. Nella compilation personale il raggio d'azione è quello dei propri gusti. In quella per la fidanzata o l'amico è indispensabile abdicare allle proprie inclinazioni. Obiettivo della compilation è regalare buone vibrazioni all'altro. Quindi, se amate il death metal o l'Edm estrema prendete bene le misure...

7) La bozza: l'unico approccio sbagliato alla compilation è "buona la prima": Prima di arrivare alla tracklist definitiva si va per tentativi, magari mettendo in fila decine e decine di brani per poi arrivare alla scrematura finale

8) Il titolo: non è un dettaglio. La compilation ha un sapore più personale se il titolo è scelto ad hoc dal compilatore. Vale tutto, ma meglio evitare i più stereotipati. Tipo: Night visions, To my love, Best of holidays. O anche l'italianissimo "dall'alba al tramonto". 

9) L'ordine dei brani: la cosa giusta è partire subito forte. Che sia una selezione di brani veloci, dance o ballad, è fondamentale iniziare con il piede giusto. Mai con una canzone sconosciuta od oscura. Nelle compilation scattanti un'ottima opener è Basket case dei Green Day, in quelle soft, I'll stand by you dei Pretenders. In una tracklist disco music, per esempio, come non partire con I will survive o Freak out?

10) Hit oppure brani splendidi ma sconosciuti: le compilation a base di canzoni note sono sicuramente più accessibili ed immediate. Ma c'è anche una scoula di pensiero secondo cui le compilation più inriganti sono quelle che scavano nei repertori degli artisti meno famosi. Oppure tra le gemme nascoste di band e cantanti molto conosciuti. In questo caso, se la compilation è un regalo, si aggiunge  un gradito effetto sorpresa.  

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