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Libia: la guerra all'Isis sembra inevitabile

Per fermare la minaccia contro il nostro paese è necessario intervenire con le armi al più presto

La guerra obbligata

Il Califfato si espande a macchia d’olio in Libia, e Panorama dedica la copertina del numero in edicola da giovedì 26 febbraio all’ipotesi di un intervento militare. A un sondaggio condotto in esclusiva da Euromedia Research, l’81,8% degli intervistati risponde che l’avanzata dello Stato islamico «è una reale minaccia per l’Italia» e il 52,5% si dice favorevole all’idea di spedire il nostro esercito per contrastarla. Ovviamente, il 49,3% degli intervistati si rende conto che aprire un conflitto significa gettarsi in una situazione pericolosa. Malgrado questo, soltanto il 34% si dice nettamente contrario all’ipotesi dell’intervento.

La banda degli orfani

Erano in dieci, fra i 19 e i 25 anni. E tutti nati a Piatra Neamt, una città nel nordest della Romania, area economicamente depressa e degradata. Dal 2012 hanno messo a segno sei rapine violente e clamorose, rubando milioni di euro nelle gioiellerie più lussuose d’Italia, Francia, Belgio e Gran Bretagna. Dopo lunghe indagini, la nostra Polizia li ha finalmente fermati il 5 febbraio. Per capire chi fossero davvero, Panorama ha fatto un viaggio a casa loro. Scoprendo le vite (incredibili) che hanno alle spalle.

Geronzi: nazionalizzare il Monte dei Paschi
«Nazionalizziamo il Monte dei Paschi». Per Cesare Geronzi, 80 anni, banchiere presidente della Fondazione Generali, questa è la soluzione per risolvere la crisi della banca senese. Che con i bilanci in rosso deve fare fronte alle pressanti richieste della Banca centrale europea e all'impossibilità di restituire i Monti Bond. «Basta con i maquillage. Lo Stato deve diventare azionista della banca, ripulirla, risanarla e poi metterla sul mercato». Ma non si parla solo di Mps nell'intervista pubblicata sul numero di Panorama in edicola. Sulle riforme delle banche popolari, Geronzi afferma che «il governo si muove da dilettante». E sottolinea il ruolo fortemente politico di Mario Draghi alla Bce: «A Francoforte ha dimostrato di essere un grande banchiere centrale». 

Paladini della libertà o del portafoglio? 
Chi sono realmente Hervé Falciani, Edward Snowden e Julian Assange, che con le loro rivelazioni hanno infranto la proverbiale riservatezza delle diplomazie internazionali e delle banche? Su Panorama in edicola luci e soprattutto ombre dei tre «eroi» della trasparenza e della libera circolazione delle informazioni. Perché Assange ha fatto di Wikileaks un marchio planetario commercialmente più forte della Coca Cola, mentre dei conti e delle spese di Ed Snowden, ora sotto la protezione dei servizi segreti russi si sa poco o nulla. E opaca pare anche la vita di Falciani, che dopo avere provato a vendere la sua lista di correntisti nelle banche libanesi di Beirut, ora viaggia tra Francia e Spagna, inseguito da un mandato di cattura internazionale per spionaggio industriale

Gli immortalisti
Se, un giorno vivremo (bene) fino a 200 anni, lo dovremo forse a loro: Bill Andrews, americano, e Aubrey de Grey, inglese, celebri e controversi scienziati, giurano a Panorama che invecchiare non è inevitabile. Nei loro laboratori di medicina anti-aging guidano squadre di genetisti e biologi molecolari per riparare il corpo in tutte le sue parti, prima che inizi il declino; e per «ritoccare» cellule e cromosomi allo scopo di mantenerli giovani. Una sfida difficile da vincere. Ma non impossibile. Soprattutto quando, come loro, si è molto determinati. E folli quanto basta.  

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