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Giorno 4: l'arrivo a San Miguel

Il primo giorno sull'isola della cocaina

Giorno 4, San Miguel (Cromazoo Studio)

Se è nel mezzo che sta la virtù, allora noi, oggi, ne siamo zeppi.
Siamo in mezzo al viaggio, in mezzo all’oceano, tra il vecchio e il nuovo continente.
Al centro di una storia che cresce  ogni giorno di più e che si snoda, imprevedibile, attraverso incroci di persone e personaggi. Di vittime e di passanti. Di malati e di guaritori. Di poliziotti e di guariti.

Siamo arrivati a Sao Miguel, l’isola più grande delle Azzorre. Dove tutto ha avuto inizio e dove, pare che la storia continui…
Chiedere informazioni stradali agli abitanti delle campagne appena fuori da Ponta Delgada  è un esercizio di concentrazione e di controllo. Sperare che le risposte arrivino sensate, è francamente ambizioso.
Forse siamo suggestionati dal nostro stesso racconto, ma la sobrietà e la lucidità degli astanti non è propriamente quella che verrebbe chiesta a un chirurgo.

Arriviamo al nostro appartamento di Capelas a nord dell’isola. Una casa accogliente e luminosa. Vicino, appunto, ad una piccolissima cappella presidiata da un gruppetto di donne che passano il pomeriggio a santificare un micro altare e un micro crocefisso.

Oggi Giovanni era particolarmente stanco e nervoso. Il volo e gli orari serrati che ci obbligano a dormire poco lo hanno indebolito un po’.
Ma il gruppo è forte e dove inciampa qualcuno c’è qualcun altro pronto a tendere il braccio.
Andrea Amato è tornato a Milano. Ci leggerà su twitter e aspetterà di vedere come si sviluppano i contatti e gli intrecci raccolti a Oporto.

Uno di questi è Filipe, lo incontriamo dopo cena nella bellissima piazza della Igreja Matriz.  E’ un regista-produttore di una piccola casa di produzione cinematografica indipendente.
E’ sorprendente scoprire che anche lui si sta occupando della stessa vicenda e sta lavorando al soggetto del suo primo film che ha per protagonista l’italiano (come lo chiamano qui). Ovvero Antonino Quinci. Il nostro connazionale che nel 2001 ha unito alla schiuma delle onde, il suo personale contributo in polvere bianca.

Scopriamo che i chili di cocaina gettati in mare sono quasi una tonnellata e che la metà è stata utilizzata, negli anni, per barattare anche un pacchetto di sigrette al posto di una tazzina di caffè colma di bamba.
Si racconta addirittura che per friggere le sardine, prima di gettarle nell’olio bollente, qualcuno non usava la farina di grano per impanarle…  Si, avete capito bene.


Buona notte.  Siamo distrutti dal sonno.


“… un aeroporto che male può fare.. se non ti spiace ti abbraccio da qui.”

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