Ci ha lasciati questa stamattina Mario De Biasi, uno dei più grandi interpreti della fotografia italiana, che con i suoi scatti ci ha raccontato per decenni, con passione, ironia e una sensibilità non comune, il nostro mondo in rapida evoluzione, fotografando per oltre 50 anni i principali avvenimenti nazionali e internazionali. È morto oggi, all'età di 90 anni, nella clinica in cui da tempo era ricoverato. 

 

Nato nel 1923 a Sois, frazione del comune di Belluno, deportato in Germania durante la Seconda guerra mondiale, De Biasi iniziò a fotografare a Norimberga nel 1944, usando attrezzatura di fortuna ritrovata tra le macerie della città. Nel 1953 iniziò la sua collaborazione con Epoca , che continuerà fino agli anni '80, divenendo una delle firme più autorevoli della rivista Mondadori: ne illustrò innumerevoli copertine, realizzando importanti reportage da diversi angoli del mondo, primo fra tutti quello sulla rivolta popolare di Budapest del 1956, che ne consacrò il ruolo.  

 

Ha esposto nelle gallerie più famose e prestigiose, tra cui il Guggenheim di New York e il Photo Salon del Japan Camera Industry Institute di Tokyo, in numerosissime mostre personali e collettive. Nel corso della sua carriera ha pubblicato oltre 100 libri e ricevuto numerosissimi riconoscimenti internazionali, divenendo uno tra i fotografi italiani più celebri al mondo, noto tra l'altro per suoi ritratti delle grandi star del cinema e per progetti molto belli e toccanti, come quello sui baci, iniziato negli anni '50 e continuato fino ai tempi più recenti.

 

Nel 2003 è stato insignito del titolo di Maestro della Fotografia Italiana, massima onorificenza attribuita dalla Federazione italiana Associazioni Fotografiche, che alle sue opere ha dedicato una bellissima monografia della collana Grandi Autori. Proprio poche settimane fa, in occasione del Photoshow 2013 di Milano, gli era stato dedicato il “Premio alla Carriera” per la sua capacità di raccontare i grandi eventi, ma anche per la sensibilità e la delicatezza con cui si è sempre accostato alle piccole realtà che ha incrociato nel suo cammino. Nel 2007 è stato protagonista della nascita della Fondazione Forma di Milano. 

 

Gli diciamo addio attraverso una selezione (non ragionata) delle sue fotografie, tratte dall'Archivio di Mondadori Portfolio.

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