Con la mostra dal titolo "IZIS. Il Poeta della Fotografia ", la Fratelli Alinari. Fondazione per la Storia della Fotografia di Firenze, in collaborazione con la Ville de Paris, propone un'occasione per conoscere l’intensa attività del fotografo di origine lituana Izraël Bidermanas alias Izis (1901-1980). Curata da Manuel Bidermanas, figlio del fotografo, con Armelle Canitrot, la mostra è divisa in 6 sezioni: Il ritratto, Chagall, Sogni di Parigi, Sogni di Terra Promessa, Sogni di Londra e Sogni di circo: attraverso una selezione di circa 120 fotografie, offre la possibilità di una vera e propria scoperta delle fotografie di Izis, testimonianze di grande poesia.


 

Artista poco conosciuto al grande pubblico, ma con un posto di diritto in tutte le storie della fotografia e presente nelle maggiori collezioni pubbliche e private internazionali, con la sua opera Izis ha conciliato la professione di reporter con una intensa ricerca personale, che riflette sul dialogo tra l’immagine e la parola e ricerca la coerenza tra soggetto, emozione e forma. Nei dieci libri attraverso i quali ha orchestrato il suo lavoro - tra cui molti dedicati al "sogno" di Parigi, ai suoi quartieri popolari, alle rive della Senna e alle fiere: Paris des revês (1950), Grand Bal du printemps (1951) e Paris des poètes (1977) - si disegna in filigrana il ritratto di un artista affascinante, segnato dalla difficoltà dell’esilio e dalla guerra. Di natura puramente poetica, la sua fotografia è intuitiva e, tra i fotografi umanisti, è colui che più si è allontanato dalla realtà per entrare nel sogno, grazie all'uso sapiente della luce e alla particolare sensibilità alle atmosfere.


 

Nell'ambito della mostra, che inaugura il 6 settembre e sarà aperta fino al 6 gennaio 2014, è possibile assistere anche alla proiezione del film "Aperçus d’une vie (Scorci di vita)", presentato in esclusiva a Firenze. Accompagna la mostra il catalogo "Izis Bidermanas. Paris des Rêves", Manuel Bidermanas Armelle Canitrot.


 

BIOGRAFIA

Izraël Bidermanas nasce da una famiglia modesta a Marijampole in Lituania, nella Russia zarista, il 17 gennaio 1911. Frequenta la scuola ebraica locale, dove i suoi compagni lo soprannominano “il sognatore”. Nonostante suo padre lo spinga a lavorare come falegname, diventa apprendista fotografo. La pittura lo appassiona e a sedici anni lascia Marijampole per andare a lavorare in altre città della Lituania. Nel 1930 scappa dalla miseria della sua terra per raggiungere la "Parigi dei sogni", capitale dei pittori e degli Impressionisti, dove lavora come stampatore e impiegato in diversi studi fotografici. Da qui, durante la guerra, è costretto a rifugiarsi, con la prima moglie e il figlio Manuel, nella regione del  Limousin. Dopo la liberazione di Limoges, nel '44, si arruola nelle Forze Francesi dell’Interno (FFI) e, affascinato dai giovani della resistenza, realizza ritratti straordinari dei partigiani che escono dalla clandestinità. Inizia ad usare lo pseudonimo di Izis e gli abitanti della regione di Limoges scoprono la sua opera grazie a quattro mostre. Suo fratello David viene ucciso con la sua famiglia in Lituania. Finita la guerra ritorna a Parigi, dove prosegue la sua attività di ritrattista, fotografando artisti, poeti, scrittori e pittori (tra gli altri, Argon, Eluard, Breton) che animano la vita culturale della città. Nel 1946, dopo il divorzio, si risposa. Dalle seconde nozze nascerà nel 1948 la figlia Lise. Nel 1947 ottiene la naturalizzazione francese. Dal 1949 inizia a lavorare per Paris Match, collaborando fin dal primo numero come specialista del ritratto, rimanendo poi alla rivista per altri vent’anni. Nel 1950 pubblica il suo primo libro "Les Yeux de l’âme". Nel '51 e nel '53 pubblica rispettivamente i libri "Grand Bal du printemps", realizzato con Jacques Prévert, e Paradis terrestre, con la scrittirce Colette. Sempre nel 1951 viene invitato alla mostra "Five French Photographers" al MoMa di New York con Doisneau, Ronis, Brassaï e Cartier-Bresson. Nel 1955 pubblicato "Israël", con prefazione di André Malraux. Tra il 1963 e il 64 è l’unico fotogiornalista ammesso da Chagall durante la realizzazione del soffitto dell’Operà di Parigi, rare testimonianze della sua preziosa capacità di riuscire a cogliere l’animo e l’ispirazione che muovono gli artisti durante la creazione. Nel 1969 dedica un’intera opera, Le Monde de Chagall, all’amico pittore. Nel 1977 viene pubblicato il suo ultimo libro, "Paris des poètes". Muore a Parigi nella sua casa di rue Henri-Pape, il 16 maggio 1980.

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