A quasi 18 anni dalla sua morte, la Fondazione Fratelli Alinari dedica al celebre fotografo francese Guy Bourdin la mostra “A MESSAGE FOR YOU”, presentata al MNAF di Firenze dal 10 gennaio al 10 marzo. Nata come una ricerca, divenuta poi una pubblicazione, la mostra indaga principalmente la produzione di Bourdin della fine degli anni ‘70, il pieno della sua maturità artistica, quando il suo sguardo attento registra i cambiamenti sociali di quel periodo: la libertà sessuale, il capitalismo, gli eccessi del consumismo e la presenza crescente dei media. Tutti temi che trovano la loro perfetta collocazione sulle pagine patinate delle riviste di moda.


La mostra cattura dunque il periodo più significativo della sua carriera, focalizzandosi su un corpus unico di lavori che Guy Bourdin produsse in collaborazione Nicolle Meyer, sua musa e modella, che conobbe quando lei era appena diciassettenne e con la quale realizzò le sue immagini più iconiche, dal 1977 fino agli anni ottanta.


Le 75 stampe moderne esposte in mostra sono una raccolta di alcune immagini pubblicate su Vogue France e di diverse campagne pubblicitarie come Charles Jourdan, i calendari Pentax e Versace, oltre a una collezione di immagini mai pubblicate provenienti dall’archivio di Guy Bourdin. Completa l’esposizione una proiezione che raccoglie 150 immagini presentando una sorta di viaggio attraverso i paesaggi visivi di Guy Bourdin. Si tratta di una selezione che raccoglie polaroid, testi, annotazioni, negativi, ritratti di Bourdin, che anticipano le fotografie future: un viaggio nella mente curiosa dell’artista, intenso, sorprendente e allo stesso tempo pieno di humour, con una percezione dell’arte, della moda, della pubblicità e della vita, unica nel suo genere, caratterizzata da una costante ricerca della perfezione.

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Guy Bourdin nasce a Parigi il 2 dicembre 1928, riceve la sua prima formazione fotografica durante il servizio militare nell’aeronautica francese a Dakar, in Senegal (1948-49). È del 1952 la sua prima esposizione di fotografie, il cui catalogo contiene un’introduzione di Man Ray, suo mentore, e ispiratore insieme al fotografo Edward Weston e ai pittori surrealisti René Magritte e Balthus, Bourdin, conosciuti negli anni della formazione trascorsi nella Francia reazionaria del dopoguerra, culturalmente intrisa di tabù e censure. Nel febbraio del 1955 le sue prime fotografie di moda vengono pubblicate su French Vogue. L'inizio di una carriera che lo porterà a collaborare per Vogue e Harper’s Bazaar, firmando molte collaborazioni e campagne importanti come quelle per Charles Jourdan, Versace, Gianfranco Ferrè, Ungaro, Lancetti e Roland Pierre. Considerato uno dei fotografi più innovativi e provocatori del XX secolo, con i suoi scatti Bourdin è stato il promotore e fautore di un radicale cambiamento nell’ambito della fotografia di moda e della creazione per immagini. È morto a Parigi il 29 marzo 1991, all’età di 62 anni.


Scrive di lui Shelly Verthime, curatrice della mostra e, con Nicolle Meyer, autrice del catalogo pubblicato da Steidldangin (edizione inglese, 48 euro):

"Guy Bourdin è considerato uno dei più audaci e intriganti artisti del XX secolo nel panorama della cultura visiva internazionale. Dotato di un’intensa sensibilità, è stato capace di coinvolgere intere generazioni di lettori creando immagini affascinanti e utilizzando una forma di espressione transitoria come le pagine patinate delle riviste.
Nato a Parigi e cresciuto nel clima postbellico, per oltre trent’anni ha creato magistralmente immagini all’avanguardia per French Vogue, ha realizzato le campagne pubblicitarie per Charles Jourdan e ha collaborato con le più importanti riviste di fotografia di quel periodo. Visionario e autodidatta con una percezione unica dell’arte e della pubblicità, e motivato da un’incessante ricerca della perfezione, Guy Bourdin è stato autore di un cambiamento rivoluzionario nel mondo della creazione per immagini. Ha creato un corpus di opere che facilmente si muovono dal mondo della moda e dei media all’arte. Oggi, la sua eredità artistica e il suo lavoro vengono celebrati dai maggiori musei di tutto il mondo.

Con uno sguardo da pittore e mosso da un’intensa sensibilità, un incessante perfezionismo e senso dell’umorismo Bourdin ha creato ambientazioni fotografiche ambigue e narrazioni suggestive dall’estetica surreale, che hanno radicalmente rotto le convenzioni della fotografia commerciale. Nei suoi lavori, la composizione rigorosa, il gioco di luci e di ombre, i colori accesi e le texture immacolate che fanno da sfondo, permettono sempre all’immagine di prevalere sul prodotto. Guy Bourdin ha diretto un teatro delle contraddizioni, una mise – en – scène surreale, creando un immaginario tra l’assurdo e il sublime, un campionario visivo che non ha bisogno di spiegazioni e che richiede solamente di essere liberamente interpretato."


"Guy Bourdin è stato un uomo con una visionaria e fluida immaginazione che ha lavorato attraverso la metafora e ha esplorato realtà contraddittorie dialogando con grande intensità con il sublime e le qualità irrazionali della vita e della morte. Un uomo con fermi principi sociali, attento ad ascoltare la sua creatività e il mondo che lo circondava e che attraverso il suo lavoro ha osservato e restituito con curiosità i comportamenti umani. Ha esplorato con grande passione il concetto di desiderio come espressione autentica dell’essere: la ricerca della bellezza, la vulnerabilità, la sessualità come elementi chiave di ciascuna esistenza."

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