TARES e quota sui servizi invisibili

Si è conclusa con un pagamento di modello F24 la mia personale versione dell’anno nero dei tributi locali italiani. L’avviso di pagamento finale del Settore Finanze e Oneri Tributari del …Leggi tutto

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Si è conclusa con un pagamento di modello F24 la mia personale versione dell’anno nero dei tributi locali italiani.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’avviso di pagamento finale del Settore Finanze e Oneri Tributari del Comune di Milano (vedi sopra) propone la rappresentazione plastica della confusione mentale del legislatore fiscale:

1) sono stati necessari più invii e rettifiche per accogliere tutte le modifiche in corso d’opera su TARSU e IMU e TASI e TARES. Fino a quest’ultimo invio non era dato sapere l’ammontare esatto del tributo e nemmeno su cosa esattamente andasse a gravare (rifiuti, patrimonio, servizi?)

2) viene introdotta una “scandalosa” quota a carico dell’inquilino – io vivo in affitto – su quella che in tutti i paesi civilizzati è definita come property tax (patrimoniale immobiliare) per la quale il proprietario immobile paga il 100% di un importo che condivide con le amministrazioni locali per il costo dei c.d. servizi indivisibili (asili, strade, lampioni, fermate metropolitana etc.); servizi che danno valore alla proprietà nel tempo (e che il proprietario scarica regolarmente sugli affittuari tramite canone, quindi da inquilino io pago due volte). In Italia, credo caso unico mondiale, una quota della property tax è stata brillantemente, per ragioni elettorali, scaricata sull’inquilino.

3) la platea dei beneficiari di questa TARES è piuttosto affollata. C’è il tributo provinciale, la quota a saldo per il Comune, il totale dovuto a saldo per lo Stato. Una bella parata.

Guardo fuori dalla finestra, e questi nuovi servizi indivisibili proprio non li vedo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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