Tech & Social

Microsoft: ecco tutti i candidati per il dopo Ballmer

Un team dedicato a cui partecipa anche Bill Gates è al lavoro per individuare il manager a cui affidare il futuro dell'azienda

Steve Ballmer, ceo di Microsoft, durante una presentazione lo scorso mese di giugno (Justin Sullivan/Getty Images)

Con l’annuncio delle dimissioni di Steve Ballmer, è iniziato il toto-nomi. Business Week fa sapere  che Microsoft si sia già mossa per far sì che il nuovo numero uno non sarà un manager proveniente dai ranghi aziendali. A luglio scorso, infatti, è stata promossa una riorganizzazione che accresce la sfera di influenza dei titolari delle singole divisioni che hanno adesso autorità a livello globale per l’intera area di competenza. Così, per esempio, Terry Myerson, alla guida di Windows Phone, è responsabile per Windows su cellulari, pc, tablet, server e Xbox, mentre Tony Bates, presidente della divisione Skype si occupa adesso dell'evangelizzazione e dello sviluppo del business. Per il comitato incaricato di individuare il successore di Ballmer (a cui partecipa anche Bill Gates), le cose non sono tanto semplici. Il team, che si appoggia alla società di selezione Heidrick & Struggles, è già al lavoro da tempo: Ballmer, infatti, ha iniziato tre o quattro anni fa a interrogarsi sul proprio successore

Secondo alcuni osservatori è comunque impossibile escludere alcuni manager di Microsoft dalla corsa. Fra i più papabili, dunque, restano Tony Bates che vanta un’esperienza in Cisco Systems; Stephen Elop, già capo della divisione business dal 2008 al 2010, ora passato a Nokia. Julie Larson-Green, un tempo considerata l’erede di Ballmer, si occupa di cellulari e di accordi con gli studios e gli operatori di Tlc. E ancora: Qi Lu, veterano di Yahoo!, ha lavorato su Bing, oggi è responsabile di applicazione e dell’ingegnerizzazione dei servizi e Tami Reller, in Microsoft dal 2001, oggi alla guida del marketing. Addirittura, vengono inseriti in classifica nomi come Kevin Johnson che, dopo sedici anni, ha lasciato Microsoft nel 2008 per passare a Juniper Networks. Paul Maritz, arrivato prossimo al vertice di Microsoft, ma che se ne è andato più di dieci anni fa e al momento guida la start up Pivotal. Steven Sinofsky, già responsabile di Windows, è stato per lungo tempo considerato come un perfetto candidato, attualmente lavora per il venture capital Andreessen Horowitz. 

Senza nulla togliere alla validità di questa candidature, c’è chi fa notare che Microsoft deve imprimere una svolta al proprio business in direzione del cloud e del mobile. Il sito Pandodaily, dunque, stila l'elenco di un dream team di candidati capaci di animare la visione che traghetterà Microsoft verso una nuova fase del suo sviluppo. Fra loro, a cui non verrà proposto l’incarico o rifiuteranno, figurano Safra Catz, presidente e chief financial officer di Oracle; Sheryl Sandberg, chief operating officer di Facebook; Eric Schmidt, executive chairman di Google e Alan Mullay, ceo di Ford.

Per Steve Ballmer, intanto, le dimissioni valgono oro. Il manager, infatti, possiede oltre 333 milioni di azioni Microsoft che, alla chiusura della Borsa il giorno prima dell’annuncio dell’addio erano valutate circa 10,74 miliardi di dollari. Dopo aver svelato l’intenzione di pensionarsi, le azioni di Microsoft sono cresciute del 7%, portando la fetta di Ballmer a quota 11,5 miliardi di dollari, con un guadagno di 769 milioni di dollari. Come fa notare All Things D , sono meno contenti gli azionisti: la capitalizzazione di Microsoft, il giorno prima dell’insediamento del manager (il 31 dicembre 1999) era pari a 600 miliardi di dollari, la scorsa settimana l’azienda valeva 270 miliardi di dollari. 

© Riproduzione Riservata

Leggi anche

Commenti