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Ecco l’iPhone 5: ma questa volta Apple non avrà vita facile

Il mercato – soprattutto quello statunitense – comincia a dare segni di saturazione. Per continuare sulla scia del passato, la Mela dovrà necessariamente rubare quote di mercato alla piattaforma leader di mercato, Android

iphone

L'iPhone? Può piacere o non piacere, ma è indiscutibile che abbia saputo conquistarsi, giorno dopo giorno, le simpatie (e le preferenze) di un numero sempre maggiore di utenti. Più di 250 milioni di pezzi venduti dal 2007 a oggi (di cui 60 solo quest’anno) non sono numeri da poco, soprattutto per un oggetto che non è alla portata di tutte le tasche. Ma fino a quanto potrà durare la cavalcata di Apple e del suo telefonino? E soprattutto quanto inciderà l’arrivo di un nuovo modello sull’andamento del mercato di Cupertino?

Quasi tutti sono concordi nel sostenere che nel breve periodo, il nuovo iPhone 5 darà nuova linfa alla società fondata da Steve Jobs. Solo da qui alla fine del mese di settembre – sostiene Gene Muster , analista di Piper Jaffray – Apple potrebbe vendere 10 milioni di pezzi del suo gioiello (il Samsung Galaxy S3, per avere un raffronto significativo, ci ha impiegato circa 50 giorni per raggiungere lo stesso risultato).

Ma sul medio e lungo periodo il discorso potrebbe cambiare. Se guardiamo ai dati realativi alle quote di mercato emerge un dato su tutti, anzi due: la crescita dell’iPhone non tiene il passo di quella di Android (17% contro il 68%) il che significa che tutto il resto del mercato (perlopiù Blackberry e Windows Phone) rappresenta una quota decisamente ridotta (15% del totale) da aggredire.

Insomma, se vuole crescere Apple ha due strade: continuare a erodere mercato ai pesci piccoli (ma il margine è ormai ridotto all’osso) o rosicchiare terreno ad Android, che però – almeno per il momento – sembra inattaccabile.

È un discorso che riguarda anche e soprattutto il mercato statunitense, laddove Apple è generalmente più forte che altrove (circa il 31% di market share nel Q2). Le vendite di smartphone negli USA, fa notare NPD Group – sono cresciute nel secondo quarto dell’anno del 9%, un dato in controtendenza rispetto alle percentuali bulgare del passato. E che in un certo senso è sintomatico di un mercato che va verso la saturazione.

In un contesto di questo tipo, si chiede Cnet , è pensabile che la supremazia di Google e del suo sistema operativo possa essere messa in discussione dall’arrivo dell’iPhone 5?

Tutto, probabilmente si giocherrà sull’innovazione tecnologica e sull'eventualità che Apple riesca ad annullare i punti di forza che finora hanno fatto dei terminali Android un’alternativa più attraente rispetto all’iPhone.

In particolare, sottolina Fobes , ci sono almeno cinque i punti chiave sui quali si giocherà la partita: le dimensioni dello schermo, il supporto alle reti di quarta generazione e ai pagamenti di prossimità (NFC) e la possibilità di utilizzare tastiere virtuali e supermercati delle applicazioni alternativi a quelli ufficiali.

E poi ci sarebbe la questione del prezzo, ma su questo fronte la partenza è ad handicap. Perché, come abbiamo sottolineato più volte, di base c'è una strategia diametralmente opposta: Apple vuole trarre il maggior profitto possibile dalla vendita dei suoi dispositivi, mentre Google si “accontenta” di trarre guadagno dalla pubblicità che circola sui telefonini.

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