Tasse

Tasi, cosa succede se viene tagliata anche agli affittuari

Dopo l’annuncio del ministro Padoan, è scattata la protesta dei proprietari locatari sui quali ricadrebbe tutto il peso dell'imposta

Pier Carlo Padoan

Il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan – Credits: Andrea Solaro/AFP/Getty Images

Come ampiamente prevedibile, l’annuncio del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, secondo il quale la Tasi sarà abolita anche per gli affittuari, ha subito scatenato polemiche roventi. A salire sulle barricate sono stati i proprietari di casa che, in caso di immobile locato, vedranno ora tutto il peso di questa imposta ricadere sulle proprie tasche. È bene ricordare infatti che, secondo la normativa vigente, nel caso di abitazioni date in affitto il gettito della Tasi viene ripartito tra proprietari e affittuari. Questi ultimi in particolare sono tenuti al versamento di una quota che può andare dal 10 al 30% del totale a seconda delle regole stabilite da ciascun Comune. Una partecipazione ai costi che ora verrebbe a scomparire, visto che gli affittuari vedrebbero abolita appunto la quota di loro competenza.

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“In assenza di ulteriori specificazioni, questa misura sarebbe inaccettabile perché si risolverebbe in un aumento di imposizione sui proprietari che affittano” ha commentato con durezza Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confedilizia, il quale, dopo aver ribadito l’attuale regime di ripartizione delle quote dell’imposta tra affittuari e proprietari, ha aggiunto: “Perché l’imposta non venga tolta agli inquilini per spostarla sui proprietari-locatori, è quindi necessario che non ci si limiti a eliminare la quota a carico dei detentori, ma si provveda altresì a ridurre in via generale il tributo per gli immobili locati”. Quello che chiedono dunque i proprietari di immobili dati in affitto è che, quantomeno, la loro quota di gettito Tasi non superi quella attualmente in vigore.

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Per ottenere questo risultato dunque, non si potrà che intervenire sulle aliquote, riducendole in modo proporzionale alla quota che gli affittuari non pagheranno più dal prossimo anno. Una sorta di allineamento e equiparazione che, paradossalmente, sta anche alla base della decisione presa dal ministro Padoan di togliere la Tasi agli affittuari. Secondo il numero uno di Via Venti Settembre infatti l’intervento finalizzato all’eliminazione della Tasi sull’abitazione principale dovrà essere riferito sia ai possessori, sia ai detentori degli immobili, anche per evitare disparità di trattamento tra i contribuenti. Una soluzione salomonica che rischia però di vedere penalizzati i proprietari di immobili locati, che vedrebbero la propria pressione fiscale aumentare. Vedremo nei prossimi giorni se il governo deciderà di tenere conto di questa situazione ponendovi rimedio.

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