Tasse

Tares, iva, imu e le altre: tutte le tasse del 2013

Con l'anno nuovo, arriva una stangata fiscale per le famiglie. Ecco quanto costerà

(Credits:Fabrizio Radaelli/Ansa)

Addizionali regionali e comunali più salate, aumenti dell'iva o della tassa sui rifiuti. Sono questi alcuni dei balzelli che nel 2013 (assieme ai rincari delle tariffe ) peseranno sulle tasche dei contribuenti italiani per una cifra che sfiora i 1.500 euro a famiglia, almeno secondo le stime delle associazioni Adusbef e Federconsumatori. Ecco, nel dettaglio, la stangata in arrivo nell'anno che sta per cominciare.

ADDIZIONALI IRPEF

I primi effetti sulle tasche dei cittadini si vedranno con l'aumento delle addizionali regionali e comunali dell'irpef, cioè le quote aggiuntive dell'imposta sui redditi applicate dai governatori e dai sindaci. Il governo Monti ha infatti tagliato i trasferimenti dello stato agli enti locali e le singole amministrazioni, per far quadrare il proprio bilancio, saranno costrette ad aumentare le tasse di propria competenza. Anzi, molti amministratori lo hanno già fatto. Le addizionali irpef sono state infatti incrementate (tra lo 0,1 e lo 0,3%) in quasi un terzo dei Comuni italiani mentre per le Regioni, secondo le stime della Uil, si attende una crescita media delle aliquote dello 0,2%. Alla fine del prossimo anno, il maggior peso delle imposte locali sui bilanci di una famiglia media sarà compreso tra 50 e 150 euro.

TARES

Il prossimo anno, cambieranno anche le imposte sui rifiuti ed entrerà in vigore un nuovo prelievo: la Tares (tassa sui rifiuti e servizi) che sostituirà le attuali Tia e Tarsu. Il nuovo balzello peserà di più sulle tasche dei cittadini poiché non servirà soltanto a coprire integralmente i costi dello smaltimento dell'immondizia, ma anche per finanziare le spese di altri servizi erogati dalle amministrazioni municipali (come l'illuminazione pubblica). Secondo le stime della Uil, vi sarà un aggravio della tassa sui rifiuti, rispetto ai prelievi attuali, tra gli 80 e i 350 euro all'anno, con un rincaro medio del 14-15%. In alcune città (sempre secondo i calcoli della Uil)  gli aumenti saranno però ben superiori alla media. E' il caso di Matera +39,5%, Bari +30% e Milano +20%.

IVA

Dal 1° luglio del prossimo anno, crescerà di un punto, dal 21 al 22%, anche l'iva (imposta sul valore aggiunto) su gran parte dei beni di consumo. Resteranno invariate soltanto le aliquote ridotte del 4 e del 10%, che gravano sui beni di prima necessità. Il carrello della spesa si farà dunque più pesante per tutte le famiglie.

IMU

Cattive notizie potrebbero arrivare nel 2013 anche dal fronte dell'Imu (imposta municipale unica). Per le seconde case, ci sarà un leggero calo dell'aliquota massima (dall'1,06% allo 0,96%) ma c'è il rischio di forti rincari per gli immobili destinati ad attività produttive (per esempio i negozi o gli alberghi). L'imposta ordinaria pagata su questi fabbricati (pari allo 0,76%) andrà integralmente nelle casse dello stato centrale. I Comuni avranno però la facoltà di incrementare dello 0,3% l'imposta ordinaria  per raccogliere un gettito aggiuntivo. Visto che gli enti locali non navigano nell'oro, c'è da aspettarsi che molti sindaci scelgano di far salire il prelievo di loro competenza.

IMPOSTA DI BOLLO

Cattive notizie anche per chi ha dei risparmi da parte. Nel 2013, aumenterà dallo 0,1 allo 0,15% l'imposta di bollo sui prodotti e gli strumenti finanziari (come i conti-titoli, i fondi comuni di investimento, i conti di deposito e alcuni tipi di polizze assicurative). Sono esclusi i conti correnti che hanno una giacenza sotto i 5mila euro, i buoni fruttiferi postali e una particolare categoria di polizze assicurative: quelle del ramo I, che investono principalmente in titoli di stato. L'imposta di bollo è  una mini-patrimoniale molto contestata, poiché prevede una soglia minima di imposta di 34,2 euro che danneggia soprattutto i piccoli risparmiatori. Chi ha messo da parte una somma di appena 5mila euro, suddivisa in 5 fondi d'investimento diversi, pagherà infatti circa 170 euro di tasse, che corrispondono a oltre il 3,4% del capitale posseduto.

MA QUANTE TASSE PAGANO GLI ITALIANI?

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Secondo le stime di Federconsumatori la stangata sarà di 1.490 euro a famiglia. Aumenti più contenuti per gas, luce e carburanti.

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