Tasse

Service tax e Imu, le sorprese dell’ultimo minuto

Nel decreto firmato da Napolitano, novità per polizze vita, imprese e case sfitte

(Credits: Imagoeconomica)

L’approvazione della nuova normativa sulla tassazione degli immobili, che dovrà portare all’addio dell’Imu sulla prima casa e all’arrivo della service tax, continua a riservare non poche sorprese. Alcune anche dell’ultimo minuto, con cambiamenti di posizioni da parte del governo che continuano a spiazzare i contribuenti. Tra questi ultimi ormai non passa giorno che qualcuno canti vittoria per l’abolizione di un balzello, salvo ritrovarsi magari il giorno dopo con le cartre in tavola di nuovo rimescolate.

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E pensare che, se una parte delle decisioni da adottare è ormai definitiva ed è contenuta nel decreto firmato qualche giorno fa dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, per limare i contorni della nuova service tax ci sarà tempo fino al 15 ottobre. Il percorso verso la sua definizione potrebbe dunque trasformarsi in un vero festival di emozioni per i contribuenti. Non che finora non ne siano mancate, come accennato. Con l’approvazione definitiva del decreto sopra citato infatti, sono state all’ultimo momento introdotte almeno tre variazioni di rilievo che hanno lasciato l’amaro in bocca a qualcuno, facendo invece gridare al pericolo scampato qualcun altro.

Le polizze vita e la stretta sull’Irpef
Tra i soggetti più allarmati dal nuovo decreto ci sono sicuramente i detentori di polizze vita. Con uno specifico articolo del decreto legge sull’Imu infatti è stato decurtato di almeno un quinto il tetto massimo di detrazioni dei premi dall’Irpef. La legge infatti prevede che si possa dedurre il 19% del proprio premio assicurativo fino a un massimo che ad oggi era fissato a 1.291 euro. Ebbene, in maniera del tutto unilaterale, l’art.12 del decreto taglia questa cifra a 630 euro. Un danno a cui si aggiunge la beffa di un provvedimento che evidentemente per l’anno in corso avrà valore retroattivo, una circostanza contestata dalle associazioni dei consumatori perché andrebbe contro lo Statuto del contribuente. Ma le amare sorprese non finiscono qui, perché lo stesso passaggio del decreto stabilisce fin d’ora che nel 2014 il tetto di detrazione scenderà ancora fino addirittura a 230 euro, ossia circa un quinto di quello attuale.

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Imprese ancora una volta deluse
Grande insoddisfazione si registra poi anche nel fronte imprenditoriale. Anche qui le cattive notizie sono arrivate all’ultimo momento, quando ormai si credeva che le cose potessero andare in altro modo. Tutto ruota intorno alla possibilità di poter detrarre il 50% del versamento dell’Imu sugli immobili strumentali dal proprio carico di Irpef e Ires. In questo senso gli imprenditori hanno dovuto fare i conti con la classica doccia scozzese. In un primo momento infatti il governo aveva assicuratole aziende circa la possibilità di ottenere la detrazione in questione, poi però all’atto della firma del presidente della Repubblica del testo definitivo del decreto, la deducibilità in questione è sparita. Ancora una volta dunque, sono state deluse le aspettative di milioni di imprese che speravano per questa via di veder ridurre, anche se in minima parte, il proprio carico fiscale.

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Ma qualcuno festeggia: i proprietari di case sfitte
Emozioni nettamente al contrario rispetto agli imprenditori le hanno vissute invece i proprietari di case sfitte. Si sono addormentati pensando di aver perso un sostanzioso beneficio erariale e si sono svegliati ritrovandoselo di nuovo a disposizione. Il riferimento è al carico dell’Irpef sui redditi delle case non affittate. Nella prima versione del decreto infatti, veniva reintrodotta la tassazione in questione. Con la stesura definitiva del documento governativo invece, è stata approvata una norma che conferma per i proprietari delle case sfitte l’esenzione dell’Irpef. Insomma, vere e proprie montagne russe emozionali che per i contribuenti continueranno probabilmente fino al prossimo 15 ottobre, quando si deciderà il profilo definitivo della nuova service tax.

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