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Tasse

Redditometro e redditest, tempi duri per gli evasori

La spesa deve essere coerente con il reddito. È questo il caposaldo con cui Attilio Befera, direttore dell’Agenzia delle entrate, assicura attenzione massima all'evasione

Il direttore dell'Agenzia delle entrate Attilio Befera

“Se qualcuno ha evaso e si è speso un pacco di quattrini, ora sa che noi lo possiamo controllare”. Sono queste le parole testuali con cui il direttore dell’Agenzia delle entrate Attilio Befera ha presentato oggi a Roma l’obiettivo con cui nascono il nuovo Redditometro e il Redditest. Si tratta degli strumenti fondamentali con cui d’ora in avanti infatti si cercherà di contrastare e di prevenire proprio l’evasione fiscale. Perno centrale della nuova strategia di contrasto all’elusione sarà la spesa.

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“Non ci interessa quello che la gente acquista – ha sottolineato Befera – potranno essere barche o pomodori, la cosa fondamentale è che quello che spenderanno, che sarà puntualmente rilevato, dovrà essere perfettamente coerente con quanto dichiareranno in termini di reddito”. Un’affermazione che sembra tutto un programma, a cui però ha fatto subito seguito una fondamentale precisazione. “A scanso di qualsiasi equivoco e per sgombrare il campo da voci circolate in questi giorni – ha detto Befera – ci tengo a dire che non ci interessano le micro spese quotidiane, cioè legate all’alimentazione e al vestiario. Quelle infatti verranno conteggiate in automatico tenendo come riferimento le medie fornite dall’Istat. Saranno rilevanti invece ai fini della coerenza con il reddito tutte le altre spese”.

E per queste l’Agenzia delle entrate ha previsto un ricco campionario. Ben 100 voci distinte che andranno dagli acquisti di beni durevoli ai trasporti, dall’abitazione all’energia e via proseguendo con sanità e tempo libero. Tra gli intenti della nuova formula di controlli, c’è quello di abbassare anche il numero di contenziosi, grazie proprio al fatto che verranno prese in considerazione una ad una tutte le singole voci di spesa e conteggiate per quello che valgono, dicendo addio ai vecchi fattori moltiplicativi. “Il redditometro – ha tenuto a sottolineare Befera – non misura la ricchezza ma il complesso delle spese sostenute e ne verifica la congruenza con i redditi dichiarati”.

Una coerenza che dalle prime rilevazioni dell’Agenzia delle entrate non è stata riscontrata per ben 4,3 milioni di famiglie, un milione delle quali dichiara redditi nulli o vicini allo zero. “Io non dico assolutamente che siamo di fronte a 4,3 milioni di evasori – ha affermato Befera -, anche perché spesso c’è da tenere conto di una serie di redditi non dichiarati perché tassati alla fonte, o perché esenti da imposte. Oppure ancora, siamo di fronte ad un’eredità. Tutte cose che il contribuente potrà spiegarci quando verrà convocato presso i nostri uffici”.

Proprio questa infatti rappresenta un’altra delle novità significative della nuova normativa, il cosiddetto doppio contraddittorio. Il contribuente messo sotto osservazione potrà infatti già subito in prima battuta dare le spiegazioni richieste. Nel caso queste però non fossero sufficienti e dovesse scattare comunque l’accertamento sintetico, verrà richiamato per confrontarsi sui risultati dell’indagine.

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E proprio per prevenire il nascere di contenziosi di questa natura, e mettere in preallarme l’eventuale contribuente evasore, è stato creato e messo online anche il Redditest . Si tratta di uno strumento che servirà per verificare in maniera del tutto personale e anonima se le spese sostenute sono in linea con quanto dichiarato a livello di reddito. Per farlo bisognerà connettersi al sito dell’Agenzia delle entrate, scaricare il programma ad hoc ed inserire i dati richiesti. Anche in questo caso sono state definite sette macro aree di spesa: abitazione, mezzi di trasporto, assicurazioni e contributi, istruzione, tempo libero e cura della persona, spese varie, investimenti immobiliari e mobiliari netti. Importante sottolineare infine che per scelta precisa dei tecnici che hanno ideato il sistema, non si otterranno risultati di tipo quantitativo sull’eventuale congruenza di spese e redditi.

Il risultato sarà di tipo qualitativo, è consisterà in una luce verde nel caso ci sia coerenza o in una luce rossa nel caso non ci sia. “Tanto – ha chiosato Befera – il contribuente sa già perfettamente se e quale spesa ha eventualmente affrontato con fondi derivanti da evasione”. La novità è che ora potrà saperlo anche l’Agenzia delle entrate e per gli evasori si annunciano tempi più duri.

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