Tasse

Imu, irpef, iva e accise: gli sconti del 2013 e i rincari del prossimo anno

Uno studio dell'Istituto Bruno Leoni mette in evidenza gli effetti delle misure del governo Letta. La pressione fiscale calerà entro la fine dell'anno, ma crescerà nel 2014

Il premier Enrico Letta (Credits: Alessandro Di Meo/Ansa)

Meno tasse nel 2013, ma più tasse nel 2014. E' l'effetto dei provvedimenti finora adottati dal governo Letta, almeno secondo uno studio elaborato da Diego Menegon, ricercatore dell'Istituto Bruno Leoni di Torino. Secondo l'analisi di Menegon, infatti, l'abolizione dell'Imu sulla prima casa o il rinvio dell'aumento dell'Iva per il terzo trimestre porteranno a un minor peso delle tasse per circa 3 miliardi di euro, entro la fine dell'anno. Contemporaneamente, però, altre misure compensative dei tagli causeranno un incremento dell'imposizione fiscale per quasi 2,2 miliardi di euro nel 2014 e nel 2015.

QUANTO VALE L'ADDIO ALL'IMU

Il saldo tra maggiori e minori entrate è di per sé positivo per quasi 800 milioni di euro. Il guaio è, secondo Menegon, che il governo Letta ha adottato delle misure temporanee di alleggerimento fiscale per sostituirle con incrementi di imposta di natura strutturale, che sono destinati a pesare in maniera permanente sulle tasche dei contribuenti, soprattutto dal 2015.

GOVERNO,TUTTE LE DECISIONI RIMANDATE

Ecco, nel dettaglio, alcuni dati esposti nell'analisi dell'Istituto Bruno Leoni. Entro il prossimo dicembre, il rinvio dell'aumento dell'iva farà risparmiare agli italiani più di 1 miliardo di euro di maggiori imposte. A questa cifra, bisogna aggiungere l'effetto (ben più grande) derivante dalla cancellazione della prima rata dell'imu, che vale nel complesso 2,3 miliardi di euro. In totale, il beneficio per i contribuenti è nell'ordine di 3,3 miliardi che, tuttavia, già nel 2013 è stato in parte ridotto da alcuni aumenti o tagli agli sgravi fiscali.

In particolare, già da quest'anno il governo punta a ottenere maggiori entrate per altre vie, come la riduzione di alcune agevolazioni contributive (250 milioni di euro), l'aumento dell'imposta di bollo (98 milioni) o la crescita dell'acconto irpef che i contribuenti devono pagare nel 2013 per l'anno successivo (che vale oltre 175 milioni). Il vero salasso arriverà però dal 2014 in poi, grazie ad alcune misure già messe in programma in questi mesi.

I RINCARI DEL 2014-2015

Tra le voci più importanti che determinano l'aggravio fiscale dei prossimi anni, ci sono per esempio l'aumento da 4 al 10% dell'iva sui giornali e sui prodotti dei distributori automatici (che porterà 150 milioni in più nelle casse dello stato nel 2014), le accise su alcol, tabacchi e lubrificanti (83 milioni in più) e, soprattutto, il taglio alle detrazioni irpef delle polizze assicurative sulla vita (458 milioni nel 2014 e 661 nel 2015). Totale: oltre 2,2 miliardi di minori sgravi fiscali o di maggiori tasse che gli italiani pagheranno per un bel po' di anni, a meno che il governo non decida di tornare sui propri passi.

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