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RcAuto, così il governo riprova a far scendere le tariffe

Abolizione del tacito rinnovo e maggiore libertà per le agenzie. Sono le misure allo studio per abbassare i prezzi delle polizze. Ma i provvedimenti già approvati sono ancora in cantiere

Un tagliando della RcAuto (Credits: Claudio Onorati/Ansa)

La battaglia è già iniziata, ma la guerra è ancora lunga. E' quella ingaggiata dal governo Monti contro le tariffe delle polizze RcAuto, che proteggono dal rischio di incidenti stradali e che pesano come un macigno sul bilancio delle famiglie italiane (in media più di 400 euro all'anno per ogni veicolo).

LA STANGATA DELLA RCAUTO PER I CONSUMATORI

LE PROMESSE DI GIARDA.

Ieri, parlando in un question time alla Camera, il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda , ha fatto sapere che il governo sta studiando nuove misure per far scendere i prezzi delle polizze, senza però entrare nel dettaglio. Il ministro si riferiva probabilmente alle norme contenute nell'ultimo Decreto Sviluppo che, almeno nella bozza iniziale, prevedono l'abolizione del tacito rinnovo dei contratti.

Oggi,infatti, quando una polizza RcAuto giunge alla scadenza, viene automaticamente rinnovata per l'anno successivo, a meno che l'automobilista non abbia dato una opportuna disdetta, attraverso una lettera raccomandata, spedita almeno 15 giorni prima. L'abolizione di questa clausola, secondo le intenzioni dell'esecutivo, dovrebbe aumentare la mobilità dei clienti, che sarebbero spinti a cercare con maggior frequenza le tariffe migliori sul mercato, senza aspettare pigramente il tacito rinnovo.

Un altro cambiamento in vista riguarda gli agenti assicurativi, compresi quelli che operano in regime di monomandato, cioè lavorano in esclusiva per una sola compagnia. In futuro, secondo i piani del governo, sarà consentito alle agenzie di avere maggiore libertà sul mercato e di collaborare reciprocamente per offrire prodotti e servizi alla clientela (anche se non operano per la stessa compagnia). Qualsiasi clausola che preveda il contrario, eventualmente imposta dalle imprese assicurative, verrà dichiarata nulla. Anche in tal caso, l'obiettivo è di aumentare la concorrenza, impedendo alle imprese assicuratrici di fare il buono e cattivo tempo sul mercato, cioè di imporre agli agenti le proprie politiche di vendita.

PREZZI IN SALITA.

La speranza di molti consumatori, adesso, è che le misure ventilate da Giarda si rivelino efficaci, visto che la corsa dei prezzi delle polizze sembra inarrestabile. Secondo i dati dell'Ania (l'Associazione nazionale delle imprese assicuratrici), le tariffe medie di mercato sono infatti cresciute del 2,1% nei 3 primi mesi del 2012, dopo un rialzo del 5,8% nel 2011 e del 4,7% nel 2010. Rispetto al 2005, a detta dell'Ania, il premio medio pagato dagli automobilisti non è però salito. Anzi, si è addirittura ridotto del 2,4%. Le associazioni dei consumatori, che contestano quest'ultimo dato, mettono però in evidenza ben altre statistiche. Aldilà delle oscillazioni di breve termine, nel lungo periodo i premi delle polizze RcAuto hanno subito infatti una vera e propria impennata: dal 1994, l'anno della liberalizzazione del  mercato, il rincaro complessivo ha raggiunto quasi il 180%, trasformando l'Italia nel paese europeo con le polizze più costose in assoluto.

LIBERALIZZAZIONI IN STAND-BY.

Mentre l'aumento dei prezzi è dunque una realtà incontestabile, le riforme studiate dal governo  richiederanno probabilmente un po' di tempo per funzionare, come dimostra anche l'esperienza passata.  Già nei mesi scorsi, infatti, l'esecutivo ha varato alcuni provvedimenti contro il caro-polizze, inserendoli nel Decreto sulle Liberalizzazioni . Le principali misure studiate dall'esecutivo,  però, sono ancora ben lontane dall'entrare a regime.

LE MISURE PER LA RC AUTO DEL DECRETO SULLE LIBERALIZZAZIONI

E' il caso delle agevolazioni per chi installa a bordo del veicolo una scatola nera (clear box) che consentirà di ricostruire la dinamica degli incidenti stradali (prevenendo le frodi) e di controllare il comportamento degli automobilisti alla guida (con sconti tariffari per chi non commette infrazioni). I provvedimenti sulla scatola nera, come ha ricordato ieri lo stesso Giarda, aspettano però di ottenere il parere positivo della Commissione Europea e rimangono per adesso in stand-by.

Più o meno la stessa cosa è avvenuta con un'altra misura a favore della concorrenza, contenuta nel decreto sulle liberalizzazioni: l'obbligo per le compagnie di presentare agli automobilisti anche i preventivi di altre due imprese concorrenti. In questo caso, per consentire alle nuove norme di funzionare, si è dovuto attendere l'emanazione di un regolamento dell'Isvap (l'Istituto di vigilanza sulle assicurazioni private), che è stato pubblicato soltanto nel luglio scorso, con la possibilità per le compagnie di presentare delle osservazioni e proporre anche delle modifiche.

Non sono andate più spedite altre due riforme messe in programma nei mesi scorsi, con lo scopo di combattere le truffe assicurative (che sono tra le principali cause della crescita dei prezzi). La prima è la creazione di un'Agenzia Nazionale Antifrode e l'altra è l'introduzione del tagliando elettronico, che rende più difficili le contraffazioni dei contratti. Entrambi dovranno nascere dopo un confronto tra le parti interessate, cioè tra l'Isvap, l'Ania e gli organi di polizia. La strada per abbattere le tariffe RcAuto, insomma, è ancora lunga.

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