Soldi

Perchè la povertà è una cattiva consigliera

Le preoccupazioni economiche impattano sulle capacità cognitive e si traducono in scelte sfavorevoli

Una donna visita un negozio della Caritas a Burgos, nel nord della Spagna (Cesar Manso /AFP/Getty Images)

Una nuova ricerca condotta dall’Università del Minnesota e pubblicata da Science  conferma: le ristrettezze economiche impattano sulle scelte in modo negativo. Molto semplicemente, dovendo continuamente prendere una decisione per cercare di far quadrare il proprio bilancio, le scelte - alla lunga - saranno meno valide, in quanto diminuisce la capacità di scegliere diminuisce, come evidenzia Fast Company che dedica un articolo all’argomento. 

Secondo i ricercatori dell’università, infatti, preoccuparsi della propria condizione finanziaria condiziona in modo significativo le funzione cognitive. Per dimostrarlo, la ricerca ha preso in considerazione persone dal reddito basso (incontrate in uno shopping mall del New Jersey) e poveri contadini del Tamil e ha dimostrato che, presso i consumatori americani, anche solo prendere in considerazione una decisione finanziaria aveva un impatto sui test di percezione spaziale e di ragionamento. In particolare, i compratori americani sono stati sottoposti allo stress di contemplare costose riparazioni alla propria auto, prima di rispondere a un test delle funzioni cognitive. Analogamente, le funzioni cognitive dei contadini indiani sono state testate prima e dopo il raccolto: i contadini con una sicurezza economica dovuta al raccolto ottenevano risultati migliori nel test. 

Le conclusioni dei ricercatori, dunque, ribaltano l’idea corrente che la povertà sia il risultato di cattive scelte e attribuiscono alla povertà l’incapacità di prendere le decisioni migliori . In pratica: la povertà consuma le risorse mentali, lasciando meno energia per altri compiti e decisioni. I risultati trovano conferma nelle ricerche sulla felicità: una delle principali correlazioni fra felicità e reddito si manifesta oltre i 50mila dollari (o 70mila, a seconda delle ricerche), perchè rappresenta un reddito sufficiente mettersi al riparo dalla necessità di tenere un bilancio delle proprie entrate e protegge da situazioni inattese come la perdita del lavoro o una malattia. 

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