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Soldi

Bill McBride, il blogger che ha previsto la crisi e (speriamo) la ripresa

Non viene dalla finanza, ma la conosce bene. Sul blog Calculated risk colleziona indici. Spiega. E difficilmente sbaglia

La homepage del blog Calculated Risk

Omonimo (quasi) del celebre fotografo, Bill McBride ha messo a suo modo a nudo la realtà. Il suo blog Calculated Risk , infatti, è ormai considerato profetico. Eppure, McBride non è un economista, ma un pensionato sessantenne, già manager di una piccola azienda tecnologica. Con un Mba dell’University of California in tasca e un’esperienza nel management, finanza ed economia, ha assunto da qualche anno l’etichetta di blogger. Da quando, cioè, il suo blog ha ricevuto l’incoronazione ufficiale da parte dei media più autorevoli. Time.com , per esempio, l’ha inserito nei migliori 25 blog a tema finanziario.

Un primato che McBride si è guadagnato sul campo. Nel 2005, infatti, è stato il primo a prevedere (e annunciare) l’arrivo della bolla speculativa immobiliare. Ed è stato proprio perchè si è reso conto dell’addensarsi delle nubi sul settore finanziario che ha iniziato a scrivere il blog. ‘E da allora, non ha mai sbagliato un colpo’, osserva James Hamilton, professore di economia alla University of California. ‘All’inizio, usavo il blog come una sorta di archivio’, ricorda l’esperto a Business Insider . Ma ben presto si è accreditato come il punto di riferimento per tutti quelli che volevano sapere come stessero effettivamente andando le cose.

L’osservatorio di McBride, del resto, è privilegiato. Dalla sua casa a Newport Beach, in California, il blogger poteva vedere personalmente come le persone accendessero mutui che valevano dieci volte il loro reddito, come riempissero i propri garage di Harley Davidson che, ovviamente, non si potevano permettere.  

A differenza di altri blogger che si sono costruiti un nome durante la crisi, l’autore non ha mai seguito la corrente dei pessimisti. “Se uno ha l’esperienza necessaria, si accorge subito che c’è un’industria di chi vede tutto nero. Io ho quasi sessant’anni e ho passato tutta la mia vita a sentire persone che mi dicevano che il mondo sarebbe finito per questa o per quella ragione. Ma non sono d’accordo. Le cose, in generale, tendono a migliorare. E c’è una ragione per questo: la tecnologia. Oggi parlo a un cellulare e non avrei nemmeno potuto immaginare di farlo quando i primi sono usciti. Così, tendo a essere positivo sul futuro’.

Ma questo, ovviamente, non basta per azzeccare le previsioni. L’ultima riguarda la fine della crisi del mercato immobiliare. McBride l’ha annunciata lo scorso febbraio. A otto mesi di distanza, l’opinione è condivisa da tutti. Il segreto di McBride si può sintetizzare in tre parole: dati, dati, dati. L’oracolo di Newport Beach, infatti, colleziona indici. Anche quelli meno noti, come l’Architectural Billings Index , curato dall’American Institute of Architects che traccia mensilmente l’evoluzione del business utilizzando i dati sul lavoro commissionato agli architetti. L’Ata Trucking Index , che misura le quantità di prodotti trasportate mensilmente attraverso gli Stati Uniti, ma anche l’andamento delle prenotazioni alberghiere e la frequentazione dei ristoranti.

‘La gente pensa che pubblico un sacco di dati per divertimento. Ma non è così, perchè i dati, per chi li sa leggere, raccontano una storia. E dopo un po’, uno inizia a capire come vanno le cose e si dice: ‘Aspetta un po’. Per quanto tempo possiamo continuare ad avere questo basso indice di costruzioni di nuove case, quando la nostra popolazione continua a crescere? E allora, inizia a cercare le risposte e io lascio che siano i dati a guidarmi’.

Quindi, cosa ci riserva il futuro? ‘Non dico che tutto sia risolto – risponde McBride -, ma guardando avanti mi sembra che attualmente ci troviamo nelle migliori condizioni dal 1997. L’economia è ancora debole, ma credo che con il 2013 vedremo una svolta. I tagli a livello statale e federale sono quasi conclusi e il mercato immobiliare tornerà ad avere il vento in poppa’.

Sarà vero? Basta fare un giro della California anche questa volta, per saperlo. ‘Recentemente, sono stato a trovare un amico che abita a Temecula, nella parte meridionale dello stato. Un posto devastato dalla crisi dei mutui. Le persone che abitano qui, inoltre, devono recarsi in città per lavorare e il prezzo della benzina impatta sul loro bilancio. Adesso, le imprese hanno ricominciato a costruire, il centro commerciale era pieno e anche i locali alla sera erano affollati. È solo un aneddoto, certo, ma io ho proprio pensato: ‘Wow! Non era questa zona il fondo del barile?!?’.

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