Economia

Spesa pubblica, si possono tagliare dieci miliardi a favore delle imprese

Il "rapporto Giavazzi" preparato dall'economista della Bocconi tra teoria e perplessità

Francesco Giavazzi, economista dell'Università Bocconi di Milano (Credits: Imagoeconomica)

Dieci miliardi di euro. È la spesa pubblica a favore delle imprese che il “rapporto Giavazzi” ritiene sia “aggredibile”. È questo il dato più importante contenuto nello studio, svolto a titolo gratuito, che il professore della Bocconi ha consegnato nelle mani del governo sugli aiuti di Stato a favore delle imprese private.

Sostenere che la spesa pubblica “aggredibile” sia pari a 10 miliardi non significa molto, perché occorre vedere come e, soprattutto, quanto tagliare e, quindi, anche quali imprese penalizzare. Su questo Francesco Giavazzi pare non entri nello specifico, limitandosi a proporre uno schema di disegno di legge che è stato definito, da chi ha letto l’intero dossier, “troppo teorico”.

L’altro dato importante, e rispetto al quale nelle settimane scorse si è sviluppata un’accesa polemica, riguarda la somma totale della spesa pubblica a favore delle imprese. Giavazzi sposa la linea “massimalista”, anche se solo apparentemente, perché scrive che le uscite sono pari a 36 miliardi di euro l’anno ma, avverte, questo numero comprende anche tutti i trasferimenti pubblici a favore delle aziende controllate dallo Stato, come Poste e Ferrovie.

E comprende anche i trasferimenti alle società controllate dagli enti territoriali, come, ad esempio, quelle che svolgono il servizio di trasporto pubblico. Il rapporto, insomma, non entra nei dettagli ma, almeno riguardo ai grandi numeri, si limita a riproporre le cifre del rendiconto generale dello Stato. È anche per questo che la sua lettura attenta ha suscitato forti, fortissime perplessità.

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