Economia

Spending review: a fare il prezzo sarà la Consip

Una concessionaria ministeriale stabilirà le tariffe per le forniture agli enti pubblici. Con un obiettivo: evitare gli sprechi e risparmiare 3 miliardi di euro entro il 2015

la sede della Consip a Roma

La bolletta della luce o del gas, il pieno di carburante o gli abbonamenti dei telefonini. Sono soltanto alcune tra le  voci costo della pubblica amministrazione che finiranno presto sotto il torchio della spending review , il programma di revisione della spesa statale, appena approvato dal governo.

L'esecutivo guidato da Mario Monti ha infatti l'obiettivo di risparmiare un bel gruzzoletto (cioè 480 milioni di euro nel  2013, 960 milioni nel  2014 e 1,6 miliardi nel 2015), impedendo a tutti gli enti pubblici, dai grandi ministeri sino ai più piccoli comuni, di gonfiare i prezzi dei beni e servizi che acquistano dalle aziende private. Il costo delle forniture dovrà infatti muoversi all'interno di paletti molto rigidi, fissati da una concessionaria dello stato che esiste sin dal 1997.

COS'E' LA CONSIP

Si tratta della Consip (Concessionaria Servizi Informativi Pubblici), una società per azioni controllata per intero dal Ministero dell'Economia e delle Finanze (Mef) e guidata finora da due manager di stato con una lunga esperienza alle spalle: l'ex presidente Raffaele Ferrara , calabrese, classe 1954, ex-dirigente delle Ferrovie dello Stato, dell'Agenzia delle Entrate e dei Monopoli che ha da poco lasciato l'incarico senza essere stato ancora sostituito, affiancato dall'amministratore delegato, Domenico Casalino , torinese, 50 anni, volontario della Croce Rossa dal 1977, esperto di sistemi informativi ed ex-manager del Tesoro.

In particolare, la Consip ha il compito di stipulare con le aziende fornitrici della Pubblica Amministrazione (Pa) delle apposite convenzioni per l'acquisto di beni e servizi, dopo aver portato a termine una gara d'appalto. La concessionaria del ministero non stabilisce però la quantità della merce che la Pa deve acquistare, ma si limita soltanto a determinare il prezzo più conveniente, dopo aver valutato le offerte delle imprese.

LOTTA AGLI SPRECHI

Ogni volta che un ministero ha bisogno di una fornitura, come la carta per le fotocopie o gli arredi per l'ufficio, può rivolgersi dunque a un'azienda che ha vinto le gare con la Consip e comprare i beni a condizioni vantaggiose, in modo da evitare gli sprechi. Queste procedure esistono già da tempo ma hanno sempre riguardato gli acquisti effettuali dalle amministrazioni dello stato centrale, come i ministeri e gli enti governativi.

Con il decreto sulla spending review, arriverà però una novità importante: presto anche le forniture degli enti locali (come le Regioni, le Province e i Comuni, che spesso non brillano per rigore di bilancio), dovranno rispettare i prezzi stabiliti dalla Consip. In caso contrario, i contratti stipulati dalla pubblica amministrazione verranno dichiarati nulli.

LE CENTRALI DI COMMITTENZA

A dire il vero, queste regole così stringenti varranno soltanto per alcune forniture alla Pa di alcuni servizi come quelli per l'energia elettrica, il gas, i carburanti delle auto, il riscaldamento e la telefonia fissa o mobile. Per acquistare altri tipi di beni, gli enti locali potranno invece far riferimento anche alle tariffe stabilite dalle centrali di committenza, cioè degli organismi (di cui verrà pubblicato un apposito albo) che svolgono più o meno le stesse funzioni della Consip, seppur a livello regionale o provinciale. I prezzi stabiliti dalle centrali di committenza dovranno risultare però più convenienti di quelli fissati dalla Consip. Altrimenti, la fornitura  verrà annullata.

Infine, per i contratti già stipulati che oggi non hanno un prezzo in linea con quello stabilito dalla Consip, verrà introdotta anche una clausola di recesso. In altre parole, la pubblica amministrazione potrà interrompere l'acquisto concordato, a meno che l'azienda fornitrice non accetti di adeguare le proprie tariffe a quelle stabilite dalla concessionaria ministeriale.

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