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Rim, vendite a picco. La società si aggrappa a BlackBerry 10

La società canadese fa segnare un altro trimestre in perdita (-42%) e annuncia il taglio di 5000 posti di lavoro. Tutte le speranze sono ora rivolte all’uscita del nuovo sistema operativo, atteso per il 2013

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Ci sono due notizie che arrivano da RIM: la prima è brutta, la seconda - se vogliamo - è anche peggiore.

La brutta notizia è che la società canadese ha fatto segnare un altro quarto in perdita con risultati persino più deludenti di quelli previsti dagli analisti (che di solito non brillano per ottimismo): i ricavi scendono del 33% rispetto alla trimestrale precedente (2,8 contro 4,2 miliardi di dollari) e del 43% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. RIM ha venduto 260mila PlayBook e 7,8 milioni di Blackberry con una perdita netta (Gaap) di 518 milioni di dollari nel trimestre appena passato (erano 125 milioni in quello precedente).

La notizia peggiore riguarda però quello che sarà il primo immediato effetto di questo drammatico calo delle vendite: 5.000 tagli al personale, più o meno il 30% dell’attuale forza lavoro.

Qualcuno parla di primi segnali di resa, ironizzando su un destino che sembra quasi segnato dalla sede del quartier generale della società, Waterloo. Più realisticamente l’impressione è che la società stia facendo fatica a uscire dalla morsa creata da Apple e Samsung, che con i loro prodotti “tuttofare” sono arrivati ad intaccare lo zoccolo duro del bacino BlackBerry, quello degli utenti aziendali. Un numero crescente di clienti business, sottolinea Fortune , sta lasciando RIM in favore del cosiddetto modello del "bring your own device", il programma che permette a molti dipendenti di portarsi a lavoro il proprio dispositivo di casa. Un aspetto, continua la testata, che nonostante la crescita al netto della base di abbonati, sta provocando perdite ingenti soprattutto sul mercato Nord Americano, laddove RIM ha storicamente il miglior tasso di fatturato per utente.

I vertici della casa, a cominciare dal Ceo Thorsten Heins, cercano comunque di tenere la barra dritta per uscire dalla tempesta. L’ancora di salvataggio si chiama BlackBerry 10, il sistema operativo [leggi la nostra anteprima] che nelle intenzioni della società dovrebbe segnare il passaggio dai vecchi ai nuovi dispositivi BlackBerry. Un sistema operativo pensato per l’uso in punta di dita, ma soprattutto aperto a 360 gradi alle proposte degli sviluppatori che ora potranno creare applicazioni con molta più facilità rispetto al passato.

Basterà tutto questo per risollevare le sorti di una società che solo quattro anni fa veniva scambiata a quasi 150 dollari per azione (contro gli attuali 7,39 dollari)? Difficile dirlo ora, di certo RIM dovrà tener duro ancora per un po', visto che l’uscita della nuova piattaforma è stata procrastinata ai primi mesi del 2013. Non è un caso che la stessa società abbia già messo a preventivo ulteriori perdite per il prossimo trimestre.

"Si tratta di un momento difficile e delicatissimo, ma necessario" ha commentato Alberto Acito, managing director di Blackberry Italia. "Stiamo attraversando una fase di transizione che coincide con un cambiamento radicale di tutta l’industria. Il mercato degli smartphone si trova ad affrontare una sfida globale".

Come già successo in passato, intanto, si moltiplicano le indiscrezioni sul futuro della società. L’ultima in ordine di tempo arriva dall'agenzia Reuters che paventa la possibilità di un’allenza con Microsoft, con quest’ultima che potrebbe fornire a Rim il uso sistema operativo (Windows Phone) finanche acquistare una partecipazione nella sociatà canadese. Ipotesi tutte da dimostrare che si basano sulle crescenti pressioni alle quali sarebbe sottoposta una parte del consiglio di amministrazione per arrivare a scelte più drastiche rispetto a quelle previste dalla roadmap tracciata da Thorsten Heins.

Di reale c'è invece che la società ha affidato agli analitsti di JPMorgan e di RBC Capital il compito di analizzare meglio la situazione finanziaria. Fornendo magari qualche indirizzo sull’exit strategy da adottare nel caso BlackBerry 10 non sortisse gli effetti sperati.

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