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Economia

Monti, ora si vende il patrimonio pubblico

Immobili, partecipazioni statali, regionali, comunali. Il premier riparte da qui

Mario Monti ieri alla Camera (Credits: Mauro Scrobogna /LaPresse)

Vendere il patrimonio pubblico: immobili, partecipazioni statali, beni delle regioni, delle province e dei Comuni. Attraverso fondi specifici, preparati ad hoc.
Non servirà una nuova manovra lacrime e sangue. Ma bisogna mettere mano ai beni e ottimizzarne la gestione. Per fare cassa. E fare in modo che rendano.

Il presidente del Consiglio Mario Monti ieri alla Camera ha messo in fila tre concetti chiave:
- non ci serve la protezione dell'Europa
- quanto fatto finora va bene ma è avvenuto troppo lentamente
- inutile piangere ora sugli errori del passato.
È arrivato il momento di puntare sulla crescita e per farlo Monti indica una strada. Quella delle manovre che ancora non si conoscono ma che (dice) di avere in tasca. "Un piccolo concentrato di provvedimenti" come li ha definiti ieri alla Camera.
Il primo è la creazione di due fondi immobiliari dotati di un capitale di 1 miliardo di euro ciascuno e gestiti dalla Cassa depositi e prestiti. A questi fondi andranno quote di società e immobili dello Stato, delle Regioni e dei Comuni.

Il secondo la cessione di partecipazioni statali e di quote di minoranza. Veicolo chiave delle operazioni sarà la Cassa depositi e prestiti, il braccio operativo che controllato dal ministero del tesoro e partecipato dalle Fondazioni bancarie dovrà provvedere alle operazioni.

Sperando che l'Europa recepisca positivamente questa mossa montiana. E la speculazione abbandoni almeno per un po' il mercato.

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