Economia

Londra 2012: le tre aziende "Made in Italiy" che hanno gia' vinto

A poco piu' di un mese dal via dei Giochi olimpici, ci sono tre aziende "made in Italy" che hanno gia' conquistato l'oro a Londra 2012. Sbaragliando la concorrenza di Taiwan

Valentina Vezzali portabandiera italiana per Londra 2012 (Credits: ANSA/DANIEL DAL ZENNARO)

Se per gli atleti il countdown in vista dei Giochi olimpici di Londra 2012 è entrato nel vivo, c'è chi nella capitale britannica è già "sbarcato", con tutto il suo bagaglio di made in Italy. Sono le aziende nostrane che sono riuscite ad ottenere gli appalti per la fornitura di esclusiva di fette importanti delle Olimpiadi, come palestre, centri di preparazione nei diversi impianti di allemanto e attrezzature sportive. È il caso dell'italiana Technogym, che si è aggiundicata l'esclusiva per allestire proprio la palestra principale del villaggio olimpico (2.500 mq con 300 attrezzature), ma anche altri 19 centri per la preparazione per le numerose discipline olimpiche. Si va dallo stadio olimpico, all'aquatic centre, un modernissimo e avvenieristico centro per le gli sport d'acqua. Ci sono poi anche gli impianti per le competizioni di vela e canottaggio, che sono stati collocati fuori da Londra. In totale Technogym, già leader in Italia e nel mondo nella produzione e design di attrezzature per fitness e wellness, fornirà 750 attrezzature per i Giochi olimpici.

Un successo, per l'azienda di Nero Alessandri, che si unisce al supporto alla Nazionale di Prandelli in occasione degli Europei di calcio che si stanno giocando in Ucraina e Polonia, e che si aggiunge a quello di altre due aziende italiane che saranno leader a Londra 2012, ovvero Novamont ed Ecozema.

La prima è riuscita, partendo da Novara in Piemonte, a far conoscere a tutto il mondo e agli inglesi in particolare un materiale innovativo, il Mater-Bi, un polimero biodegradabile realizzato da amidi e olii vegetali, che èanche compostabile. La seconda, invece, ha trovato il modo di realizzare, con il Mater-Bi, posate e stoviglie totalmente bio. Il binomio di queste due aziende tutte italiane è un successo, tanto che nella gara d'appalto per la fornitura delle stoviglie per le Olimpiadi le due aziende hanno sbaragliato la concorrenza asiatica, battendo Taiwan e aggiudicandosi così una gara da 350 mila euro. Merito anche della grande attenzione che Ecozema e Novamont rivolgono da anni all'aspetto green delle loro produzioni, perchè il valore aggiunto rispetto agli asiatici è stato proprio il fatto di produrre oggetti conformi allo standard UE En 13432, a cui l'azienda di Taiwan non aderiva.

Dunque gli atleti olimpici mangeranno con posate e stoviglie "made in Italy". E mai come in questo caso la definizione è pertinente, perchè le materie prime vegetali (mais e girasole) con cui vengono realizzati i polimeri sono coltivate in Umbria, poi lavorate e processate a Terni, dove ha sede uno dei due stabilimento Novamont, per poi essere trasformate in posate e "brevettate" in Piemonte.

Ecozema è invece vicentina. Proprio nel cuore del Veneto ha avuto origine l'idea di usare il Mater-Bi per realizzare posate e stoviglie. Un progetto sviluppato poi in un'azienda che è nata circa un secolo fa come falegnameria che trasformava i tronchi di faggio in grandi pinze in legno per l'industria della concia. Intuito il grande potenziale delle materie plastiche, negli Anni '50 l'azienda si è evoluta, specializzandosi nella produzione di mollette da bucato. Da allora molte cose sono cambiate, anche sotto il peso della crisi, che fin dal 2000 ha iniziato a farsi sentire, spingendo Ecozema a inventarsi qualcosa di nuovo.

Con i suoi circa 20 dipendenti, un fatturato di meno di 4 milioni e un utile netto di 100 mila euro, ora punta sul salto di qualità, anche sotto il profilo dei ricavi, grazie all'avventura olimpica.

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