Economia

Germania: perché l’elezione di Angela Merkel riguarda anche l’Italia

Se ci sarà, il terzo mandato della Cancelliera potrebbe alleggerire l’austerity e fare da volano alle riforme per un’Europa più forte, competitiva e innovativa

Il cancelliere tedesco Angela Merkel nel corso della campagna elettorale pochi giorni fa, a Dresda (Johannes Eisele/AFP/Getty Images)

UPDATE: È fatta. Le elezioni si sono chiuse e in Germania Angela Merkel è passata alla storia ottenendo il terzo mandato consecutivo alla guida del governo tedesco. La sua coalizione Cdu-Csu ha ottenuto il 41,5% dei voti, mentre il partito socialdemocratico (Spd) dello sfidante Peer Steinbrück ha ottenuto il 25,7%. Ecco perché questa vittoria segnerà il passo per l'economia europea e, indirettamente, anche per quella italiana. L'articolo è stato aggiornato il 23 settembre alle 7,24.

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Su una cosa i principali media internazionali  sono stati d’accordo in questi giorni: il voto di domenica in Germania non è stato importante solamente per i tedeschi. L’esito delle urne, infatti, riguarda ora tutta l’Europa, perchè la Germania – come economia dominante - ha i numeri per portare avanti le riforme necessarie allo sviluppo delle nazioni europee. Come rileva Time , la crisi sembra perdere mordente, ma l’Unione a 27 ha registrato un limitato incremento del Pil (+0,4% nel secondo trimestre); la Grecia starebbe pensando a un terzo round di supporto finanziario; il debito spagnolo ha raggiunto livelli record e la disoccupazione continua a mantenersi oltre il 26%. 

Secondo The Economist , che pur non le risparmia critiche, Angela Merkel è la persona giusta per guidare la Germania e l’Europa. In parte, per le sue caratteristiche: è il politico democratico più dotato del mondo ed è un’opzione più sicura dei suoi concorrenti. Ma anche perchè, secondo il settimanale, Angela Merkel non ha ancora espresso pienamente il proprio potenziale e questa è una ragione in più per vederla ricoprire quell’incarico di leadership di cui la Germania e l’Europa hanno estremamente bisogno. Politicamente, pochi possono competere con lei. Anche leader come Barack Obama e David Cameron stanno percorrendo una parabola discendente, mentre François Hollande non è nemmeno riuscito a prendere quota. “Non si possono nemmeno sottovalutare i suoi sforzi per tenere insieme l’Europa: fino a poco tempo fa la sopravvivenza dell’euro non sembrava garantita”, scrive il magazine. 

La campagna elettorale è stato un altro esempio della sua caratura politica: Angela Merkel, infatti, ha parlato pochissimo di Germania, di Europa e di scenari internazionali. La Cancelliera, piuttosto, ha preferito parlare di “fiducia”. Il suo messaggio è stato che la Germania è un Paese prospero; la disoccupazione è al minimo da vent’anni a questa parte, la crisi dell’euro è stata gestita e, quindi, il Paese non ha bisogno di un cambiamento. “L’Europa deve continuare a essere competitiva e deve riuscire a proteggere il suo generoso stato sociale. I suoi 500 milioni di cittadini rappresentano il 7% della popolazione mondiale, producono il 25% del Pil globale e ricevono il 50% del welfare. Per mantenerlo, dobbiamo continuare a essere competitivi, forti e innovativi”, ha dichiarato la candidata a Dresda

Ora che è stata rieletta sono due le ragioni per cui è lecito ipotizzare che Angela Merkel diventerà una forza propulsiva più forte in direzione delle riforme, in patria e no. La prima è la sua propensione all’innovazione. Ora che la crisi si allontana, il suo terzo mandato potrebbe fare da volano e spingere maggiormente sulle riforme volte a rendere le economie europee più competitive. La seconda ragione riguarda il fatto che la Germania, nonostante la forza della sua economia, ha molti punti di debolezza. Ovvero: limitata crescita della popolazione, eccessivo affidamento sulle esportazioni, bassa crescita della produttività e troppi lavori sotto pagati. Tanto che l’Oecd la posiziona nella parte bassa della classifica dei Paesi in crescita nei prossimi cinquant’anni . I servizi devono diventare più competitivi, l’educazione ha bisogno di più risorse (la Germania ha solo un’università fra le prime cinquanta al mondo), le infrastrutture e la ricerca hanno bisogno di maggiori investimenti. Inoltre, i prezzi dell’energia devono essere tagliati e il settore pubblico deve diventare più produttivo e responsabile. 

Alla voce Europa, nell’agenda della Merkel figurano un’unione finanziaria più forte, più spazio a politiche liberali, il completamento del mercato comune e un taglio alle spese pubbliche. La Cancelliera, inoltre, vuole assicurarsi la presenza del Regno Unito, ma non a qualsiasi costo.

Il lavoro della Cancelliera, si potrebbe dire, è solo agli inizi. E il suo terzo mandato sarà decisivo. Per l'equilibrio europeo, per tutti noi.

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