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Economia

Lavoro: la riforma funziona, se non viene applicata

Il caso della Golden Lady, che il prossimo anno stabilizzerà 1.200 contratti flessibili. A una condizione: il rinvio degli effetti della legge Fornero

Una protesta delle operaie della Omsa, azienda del gruppo Golden Lady (Credits: Ansa)

Il ministro del welfare, Elsa Fornero, l'ha già citato come esempio virtuoso del buon funzionamento della sua riforma del lavoro. Ma il caso della Golden Lady, nota azienda produttrice di calze che il prossimo anno stabilizzerà oltre mille precari, viene considerato da molti come una testimonianza di segno completamente opposto: è la prova che la legge Fornero non funziona e che, per evitare una marea di licenziamenti, bisogna sospenderne o annullarne gli effetti.

TUTTO SULLA RIFORMA DEL LAVORO

ASSUNZIONI IMPOSSIBILI.

Forse è ancora presto per stabilire chi abbia ragione ma sta di fatto che il gruppo Golden Lady, per assumere i dipendenti inquadrati oggi con contratto flessibile, ha posto una condizione irrinunciabile: la sospensione di un anno degli effetti dell'ultima riforma del lavoro che, altrimenti, rischiava di costringere l'azienda a lasciare a casa parecchie persone. La vicenda è  iniziata non appena hanno  preso corpo alcune norme contenute nella legge Fornero che ha introdotto numerosi vincoli e maggiori oneri sulle assunzioni a tempo determinato o sulle collaborazioni precarie .

L'ASSOCIAZIONE IN PARTECIPAZIONE.

In particolare, la Fornero ha voluto colpire anche una forma di lavoro che spesso maschera abusi ai danni dei dipendenti. Si tratta dell'associazione in partecipazione, un contratto con cui una parte (l'associante, che in molti casi è un'azienda), riconosce a un'altra parte (l'associato)  il diritto a spartirsi una quota dei profitti realizzati, in cambio di una prestazione (spesso una prestazione di lavoro). Purtroppo, però, questo contratto si trasforma a volte in una trappola per gli associati, che sono costretti a lavorare sottostando alla disciplina di un qualsiasi dipendente (con orari e obblighi ben precisi) godendo tuttavia di tutele ridotte in termini di ferie, malattie o contributi pensionistici e assistenziali.

Per questo la Fornero è intervenuta, stabilendo che l'associazione in partecipazione può essere assimilata per legge a un'assunzione a tempo indeterminato (con gli stessi diritti che ne conseguono), quando maschera un rapporto di lavoro simile a quello di un dipendente. Tutto bello, se non fosse per un piccolo particolare: in Italia ci sono decine di migliaia di persone che operano come associati in partecipazione e che rischiano adesso di rimanere a casa,  poiché  le loro aziende si dichiarano impossibilitate a trasformare questi rapporti flessibili, in costosissime assunzioni a tempo indeterminato.

COME CAMBIANO I CONTRATTI DI LAVORO CON LA LEGGE FORNERO

NEGOZIATO CON LIETO FINE.

E' proprio quello che è accaduto alla Golden Lady, che, negli anni scorsi, ha usato i contratti associativi per inquadrare 1.200 addetti, per lo più donne, attivi all'interno dei punti vendita della società. Dopo un negoziato con i sindacati del settore tessile (Femca-Cisl, Filctem-Cgil e Uilta-Uil), è arrivato un accordo con il lieto fine: la Golden Lady si è impegnata a stabilizzare i precari, anche se non proprio dall'oggi al domani. Prima ci vorrà un anno di tempo in cui gli effetti della riforma Fornero verranno congelati, con il beneplacito dei sindacati e facendo ricorso al tanto contestato articolo 8 della legge 148 del 2011: una norma voluta dall'ex-ministro del welfare, Maurizio Sacconi, che consente di dribblare le leggi  nazionali, tramite  accordi collettivi stipulati nelle singole aziende tra la proprietà e le stesse organizzazioni sindacali.

“Siamo soddisfatti per l'esito che questa vicenda ha avuto”, dice Carmelo Prestileo segretario nazionale della Uilta-Uil , “c'è stato infatti un importante accordo con un'azienda che, in passato, ha avuto anche rapporti non proprio idilliaci col sindacato (il gruppo Golden Lady controlla infatti anche la Omsa, che ha chiuso di recente lo stabilimento di Faenza per delocalizzare la produzione in Serbia). Ricorrendo alla deroga di un anno alla riforma Fornero, secondo Prestileo, l'azienda produttrice di calze potrà infatti garantire il posto a tutti i 1.200 associati in partecipazione e avrà tutto il tempo per riorganizzare la propria rete di vendita e dare un inquadramento più solido ai dipendenti precari. “In linea di massima”, aggiunge il segretario della Uilta, “condividiamo lo spirito di fondo della riforma Fornero per combattere la flessibilità cattiva, anche se ci rendiamo conto che certe norme vanno applicate in maniera ragionevole, grazie ad accordi contrattuali, per non danneggiare i lavoratori”. Viene da chiedersi, tuttavia, quante società  italiane (soprattutto tra le piccole e piccolissime aziende)  potranno beneficiare delle stesse deroghe e delle stesse eccezioni previste oggi per la Golden Lady.

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