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Economia

Europa e Brics: ecco dove le monete nazionali si sono svalutate di più

Nel breve perdiodo il risultato peggiore lo hanno ottenuto le economie geograficamente più vicine all'Europa

Dollari (credits: BANARAS KHAN/AFP/Getty Images)

La fortissima turbolenza che ha travolto i mercati di tutto il mondo non poteva non avere significative ripercussioni sul valore delle singole valute nazionali. Eppure, nessuno si sarebbe aspettato di osservare questa rapidissima e apparentemente inesorabile corsa al ribasso. Che sta disorientando governi, operatori finanziari e banche centrali.

Il modo più immediato per capire quali monete hanno subito un maggiore deprezzamento è riportarne le oscillazioni su un grafico. Come ha fatto il Financial Times .

E' evidente quanto sia impossibile capire l'andamento di una valuta senza avere punti di riferimento. O quanto meno senza aver prima chiarito da che punto è partita. Gli esperti del Financial Times hanno scelto il mese di maggio, che è stato testimone di un ulteriore peggioramento della crisi europea.

Dal loro punto di vista era più che prevedibile che la riacutizzazione dei problemi finanziari del Vecchio Continente portasse al deprezzamento delle valute dei paesi geograficamente più vicini all'Europa. E in effetti lo zloty polacco ha perso il 9,13%, il fiorino ungherese l'8,81%, il rublo russo l'8,32%, la corona ceca il 7,53 e il leu rimeno il 7,38%.

A fronte di valori così sconvolgenti, dovremmo chiederci come mai fino ad oggi le monete che sono sempre rimaste al centro dell'attenzione sono state quella indiana e la brasiliana. Che hanno perso, rispettivamente, il 5,07 e il 5,53% del loro valore. E che nel grafico del Financial Times occupano una posizione intermedia.

La risposta è ovvia: in un'ottica di medio periodo, vale a dire considerando gli ultimi tre mesi, rupia e real hanno subito un deprezzamento dell'11,6 e del 14,6%. In India questo pessimo risultato è stato ottenuto nonosante i ripetuti tentivi del governo di tenere sotto controllo il valore della moneta nazionale. E la svalutazione è la logica conseguenza del profondo malessere dell'economia del Subcontinente . Il caso brasiliano è diverso. Perché il deprezzamento è stato pilotato dal governo .

Eppure, ampliando ulteriormente il periodo di riferimento e portandolo da tre a cinque mesi, rupia e real hanno dimostrato di essersela cavata abbastanza bene (-4,15 e 6,55%), e in quest'ottica il crollo dei valore delle monete che circolano nei paesi più vicini all'europa diventa ancora più preoccupante. Perché un deprezzamento così importante, per fortuna, ha pochissimi precedenti.

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