Euro

Mario Draghi rassicura l'Europa

Tassi fermi. L'inflazione scenderà sotto il 2%. La situazione migliorerà. Lentamente. Ma migliorerà

Mario Draghi, Presidente della Bce (Credits: Daniele Scudieri / Imagoeconomica)

Ci risiamo. Sale in cattedra. Apre bocca. Esprime i suoi concetti chiave. Chiari, precisi, inconfutabili. E tutti esultano. Le Borse (al rialzo), lo spread (al ribasso), gli investitori (tirano un sospiro di sollievo). E anche tutti noi, visto che per l’ennesima volta Mario Draghi, presidente della Bce, ha lasciato i tassi di interesse fermi allo 0,75%. Ovvero: i nostri mutui a tasso variabile rimangono ancora a livelli bassissimi. Evviva, una buona notizia.

Ma non è l’unica che si può leggere tra le righe delle parole di Draghi, il nostro uomo dell'anno 2012 , (riconoscimento arrivato anche dal prestigioso Financial Times ) colui che è riuscito a salvare l’euro, l’Europa dalla crisi.
Draghi rassicura: la Bce non abbandonerà le misure straordinarie messe in atto finora. Continuerà a prendersi cura della sua creatura Europa.

Sì, ce n’è bisogno: nel 2013 l’inflazione scenderà un po’, sotto il 2%, ma la crescita economica sarà debole seppur in graduale ripresa. Migliorerà la domanda internazionale grazie alla politica monetaria e alla maggiore fiducia dei mercati. Ma non chiedetegli di fare previsioni certe perchè sa bene che la palla di cristallo non ce l’ha nessuno. Tantomeno la cancelliera tedesca Angela Merkel che aveva parlato di 5 anni di tempo per risollevarsi dalla crisi. “Non posso fare previsioni nel lungo termine'' ha tagliato corto Draghi rispondendo a chi gli domandava se fosse d'accordo con la Merkel. Un po’ di sincerità e non parole buttate al vento.

Applausi. E su le Borse. E giù lo spread.
E le banche? È fondamentale rafforzarne la solidità. Negli ultimi mesi i depositi sono cresciuti, e ora serve davvero una spinta al credito. “Le banche non prestano denaro perché c’è ancora una forte avversione al rischio” ha detto Draghi, “ma le condizioni del credito nel 2013 miglioreranno”. Su tutti, la supervisione unica europea degli istituti di credito affidata alla Bce è una mossa “cruciale” per rafforzare il sistema e procedere verso l’integrazione.
Applausi. E su le Borse. E giù lo spread.

Draghi ha poi presentato ufficialmente al Museo Archeologico di Francoforte la nuova banconota da 5 euro, che inaugura la seconda serie di banconote denominata “Europa”, figura della mitologia greca da cui il Vecchio Continente prende il nome, e che entrerà in vigore dal prossimo maggio. E l’ha caricata di un significato metaforico. E anche questo serve, a volte. Eccome se serve. “Le euro-banconote sono un grande successo'' ha detto Draghi. ''Rappresentano l'unità e la diversità del nostro continente. Sono il simbolo più visibile dell'integrazione europea”. E giù applausi. E su le Borse. E giù lo spread.

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