Riforme: Camera. Renzi in Aula
Euro

Legge di stabilità, ok dalla Commissione europea

Definiti "sufficienti" gli sforzi di bilancio del governo per il 2015

La Commissione europea ha dato il suo via libera alla legge di stabilità che il governo ha varato nell'autunno scorso, definendo "sufficienti" gli sforzi di bilancio del governo italiano per il 2015.

Inizialmente, in novembre, l'esame del provvedimento, previsto in forma preventiva dalle norme del "semestre europeo", introdotte dopo la crisi del debito sovrano, era stato rinviato, come per le leggi di bilancio 2015 di Francia e Belgio.

- LEGGI ANCHE: Le 20 misure principali della legge di stabilità

Si trattava infatti di verificare prima i conti sulla base
- delle nuove previsioni economiche (diffuse all'inizio di questo mese dalla Commissione),
- dell'attuazione effettiva delle riforme,
- e tenendo conto anche della nuova interpretazione della flessibilità contenuta nelle norme del Patto di stabilità e crescita.

In questo documento, elaborato dall'esecutivo di Bruxelles nello scorso gennaio, si sancisce la necessità di tener conto della situazione economica nei paesi, stabilendo fra l'altro che la riduzione del deficit eccessivo deve essere legata al criterio dell'"output gap", ovvero la differenza fra la crescita potenziale e quella reale, che nel caso dell'Italia è negativo.

Un altro fattore di flessibilità è l'effettiva attuazione delle riforme nazionali, che consente una momentanea deviazione dagli obiettivi di bilancio, e il terzo riguarda invece la possibilità di investire per la crescita senza che questo pesi sull'indebitamento dei paesi.

Sufficientemente consistente il piano di riforme
Il piano di riforme elaborato dal governo italiano, compresa quella del lavoro (il "jobs act") è stato valutato dalla commissione europea come "sufficientemente consistente". Lo ha precisato il commissario agli Affari economici e finanziari Pierre Moscovici, ricordando che le decisioni di oggi, in particolare quella di promuovere la legge di stabilità italiana e di non avviare la procedura per deficit eccessivo, "sono state prese allo stesso tempo sugli impegni per i conti pubblici, l'attuazione delle riforme e l'andamento del debito".

© Riproduzione Riservata

Commenti