Euro

Bce, Bundesbank e quei 41 miliardi risparmiati

In Germania si discute sui tassi d’interesse bassi voluti da Draghi e contestati dalla Buba

La sede della Banca centrale europea (Credits: Imagoeconomica)

Le precisazioni della Bundesbank che, nel proprio bollettino mensile, ha fatto sapere di non ritenere scontato un ulteriore calo dei tassi d'interesse auspicato invece dal board della Banca centrale europea, hanno avuto effetti tangibili sulle borse del Vecchio Continente. Ancora una volta infatti non è passato inosservato il chiaro messaggio della Buba: nel caso l’inflazione dovesse ricominciare a correre, bisognerebbe pensare ad un aumento dei tassi. Una sorta di avvertimento neanche tanto mascherato al presidente della Bce Mario Draghi, che invece appare al momento un fautore convinto della politica dei tassi calmierati.

Una vicenda questa che in Germania è stata commentata in generale in modo molto tiepido, quasi che l’orientamento “rialzista” della Bundesbank debba considerarsi ormai meno che un semplice dato di fatto. Basti pensare che l’Handelsblatt, il principale quotidiano economico tedesco, segnala semplicemente la notizia senza dilungarsi in commenti o analisi.

Diverso invece l’atteggiamento della Faz, la Frankfurter Allgemeine Zeitung, autorevole quotidiano conservatore, che invece sfrutta la notizia per presentare ai propri lettori un’analisi di carattere più generale sugli effetti della politica dei bassi tassi voluti dalla Bce. In un ampio resoconto infatti, il quotidiano registra innanzitutto l’ammissione, fatta dal ministro delle Finanze in risposta ad un interrogazione di un rappresentate dell’opposizione, secondo cui, dal 2010 al 2014, i bassi tassi di interessi abbiano fruttato allo Stato tedesco, in termini di minori pagamenti di interessi sul debito, un risparmio pari a 41 miliardi di euro. Una cifra astronomica, che da sola dovrebbe bastare a convincere i tedeschi che i bassi tassi siano un vero toccasana. Eppure le cose non stanno esattamente in questo modo.

Secondo infatti le opinioni di alcuni autorevoli economisti raccolte dalla Faz, non sempre il guadagno di uno Stato si tramuta in benefici per i propri cittadini. Nel caso specifico vengono ad esempio menzionati i risparmiatori che dal calo vertiginoso degli interessi avrebbero perso non poco sui propri conti correnti. Insomma un modo come un altro per mantenere comunque vivo il dubbio che un rialzo dei tassi, soprattutto in presenza di quell’inflazione tanto temuta dalla Bundesbank, potrebbe essere comunque una soluzione da tenere sempre presente, proprio per difendere gli interessi della collettività, piuttosto che quelli dei conti dello Stato.

BCE, ECCO PERCHE' L'EURO RISCHIA

In questo senso dunque, non si può certo negare che le precisazioni della Bundesbank a proposito di una scontata politica ribassista dei tassi a livello europeo, se sono state accolte con preoccupazione a livello comunitario, di certo si inseriscono in un contesto nazionale invece comunque più favorevole a misure che vadano verso quella tanto contestata austerità, che finora parrebbe aver prodotto solo danni in Europa. Insomma, il dibattito è aperto, e quel che può confortare è che anche in Germania se ne discute, il tutto a poche settimane dalle tanto attese elezioni nazionali che saranno decisive non solo per Berlino, ma per tutta l’Europa.

© Riproduzione Riservata

Leggi anche

Commenti