Banche: ecco i 3 criteri con cui valutano le aziende

Non è solo una questione di garanzie prestate ma soprattutto di reddito e patrimonio

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Molte persone ritengono che, alla banca, interessino solo le garanzie. Orbene, tale convinzione deriva probabilmente dal fatto di essersele sentite chiedere. Ma le cose stanno proprio così?

Anticipo qui alcune semplici note che verranno da me approfondite, nell’ambito del tour di Panorama d’Italia, giovedì 12 maggio a Perugia.

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Comincio con il dire – nel modo più totale, assoluto e categorico – che tale convinzione è errata. La ragione tecnica è che una banca valuta, in ordine, su tre grandi questioni.

Il reddito
La prima, più importante di tutte, è il reddito. Per essere più precisi, sui flussi di reddito. Per essere ancora più sofisticati nella risposta, flussi futuri di reddito. Per essere un po’ più tecnici, sui flussi di cassa futuri. Per identificare quali flussi di cassa, diremo che sono i flussi di cassa futuri prima dei finanziamenti. Detto in gergo tecnico, gli UCFs, cioè gli Unlevered Cash Flows prospettici, banalmente i flussi prima dei finanziamenti. Quali finanziamenti? I loro.

Il patrimonio
La seconda, in ordine di importanza, è il patrimonio. Per essere più precisi, il patrimonio dell’azienda. Per identificarlo meglio, il patrimonio netto. Per essere ancora più dettagliati, la sommatoria delle poste di bilancio composte del capitale sociale, delle riserve e degli utili a vario titolo. Per essere più pignoli, a seconda dei casi si possono considerare o meno patrimonio aziendale anche talune forme di finanziamento soci, purché subordinati e postergati rispetto a diritti di altri. Quali altri? I loro.

La garanzia
La terza, di gran lunga subordinata e secondaria rispetto alle prime due, è la garanzia. La garanzia non è elemento che cambia il giudizio della banca, semplicemente perché non altera la probabilità di insolvenza, detta PD (Probability of Default), da cui dipende il vostro rating aziendale o quello del vostro cliente. La garanzia altera invece la perdita attesa in caso di insolvenza, cioè la seconda parte di un sistema di rating.

Quindi, la garanzia è il terzo e ultimo – nonché secondario – elemento di valutazione. Per essere più precisi, modifica – nel senso che mitiga - solo la Loss Given Default (perdita attesa in caso di insolvenza). Quale perdita? La loro.

Questi sono tre concetti semplici, indiscutibili, lapidari.

Conoscerli, approfondirli e sapere come incidono nella valutazione e cosa si può fare per ridurre la loro misura del rischio per la banca è la differenza tra far chiacchiere da bar (le banche vogliono solo le garanzie) e discutere professionalmente di un tema fondamentale per l’impresa.

Il sistema bancario italiano è pieno di "cadaveri". I bilanci delle banche sono piene di spazzatura, data da garanzie prese con leggerezza in passato, a fronte di operazioni prive dei due requisiti primari (flussi di cassa futuri e patrimonio): chi non lo ha ancora capito, e continua ad ascoltare chiacchiere da bar, non ha compreso dove andrà il mercato bancario italiano nell’immediato futuro.

Una rivoluzione, anche culturale, è in corso.
Ne parleremo durante il tour Panorama d'Italia a partire dalla tappa di Perugia.




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