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Ferrari: dalla sede alla quotazione la verità di Marchionne

L'azienda avrà forse una sede in Olanda e potrebbe mettere sul mercato più del 10% indicato. Intanto a Melfi si assume e l'ad prepara la sua successione

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L'ad di FCA Sergio Marchionne – Credits: Olycom


Il mercato

Il mercato dell'auto europeo dovrebbe crescere quest'anno "di mezzo punto o di un punto percentuale" stima Marchionne, che ha aggiunto: "la ripresa era dovuta perchè i livelli erano talmente bassi.... non sarà  comunque un'indigestione". E ammettendo che "dal 2008 abbiamo sbagliato tutte le previsioni" conclude dicendo di non voler fare stime a lungo termine. "Nessuno aveva previsto la profondità della crisi che c'è stata".

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La quotazione di Ferrari: oltre il 10%

È probabile che la Ferrari avrà una sede legale in Olanda, come già per Fca, ma l'azienda resterà italiana, ha detto Sergio Marchionne al Salone dell'Auto di Ginevra. E sulle dimensioni della prossima quotazione ha lasciato intendere che potrebbe essere superiore al 10% indicato. "È tecnicamente possibile" ha detto Marchionne. "Il 10% è poco perchè farà fronte a una domanda molto più alta... tuttavia abbiamo tempo fino a tutto il 2015 per decidere su spinoff e placement". Ha poi scherzato: "Tecnicamente potremo venderla anche tutta (la Ferrari), ma è molto improbabile". Anche il 20% non risolverebbe il problema della scarsità dei titoli. La questione è stabilire il prezzo e non creare squilibri", ha concluso.

 

Intanto a Melfi si assume

Nello stabilimento di Melfi i nuovi ingressi arriveranno in totale, tra nuove assunzioni e distacchi da altri stabilimenti, a 1.900 unità. "Con il lancio della nuova Alfa fra meno di quattro mesi, che sarà in produzione entro fine anno, e considerando che entro fine anno ci sarà anche la produzione del suv Levante a Mirafiori e lo sviluppo dei motori associato all'Alfa Romeo, è chiaro che avremo bisogno di nuove assunzioni. Credo che andremo oltre le mille assunzioni di cui abbiamo parlato "per arrivare complessivamente a 1.900 in totale".

Apple e Tesla: due minacce

A chi gli chiedeva poi se ritenesse una minaccia l'entrata di Apple e Tesla nel mercato dell'automotive in una modalità che ha fatto spostare il discorso su altri assetti che impatteranno in futuro sul mercato, ha risposto: "Non sottovaluterei la risposta dei costruttori di auto a rispondere a questa provocazione. Abbiamo la capacità tecnica per fare fronte all'Apple, e abbiamo molto da imparare. È un'azienda con una credibilità elevata e una capacità finanziaria molto più grande dei produttori di auto. Non ci preoccupa comunque, anzi ci aituerà ad evolvere".   

La successione

"Il mio successore sarà un interno di Fca. Farlo nascere è uno dei miei compiti, ed è assolutamente un obbligo che ho. Ci sto lavorando da un bel po'. A giugno festeggio il mio 11esimo anno. Il mio obiettivo è sempre stato lo sviluppo industriale del gruppo, la sua crescita e coltivare un leader. Poi è come piantare l'orto, non tutto riesce bene. Cerchiamo di tenere l'orto in ordine".

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