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eBay, Pepsi Cola e Basf: ecco come fare affari in Cina

Assecondare le preferenze dei cnsumatori: il segreto per restare leader

Quanto conviene fare affari in Cina? Moltissimo, ma a talune condizioni. Lo hanno capito eBay, Basf e Pepsi Cola, che questa settimana hanno ufficializzato le loro nuove "politiche cinesi". Che possiamo giudicare vincenti ancora prima della loro completa implementazione. Per quale motivo? Facile rispondere: offrendo ai cinesi "ciò che vogliono " si sono assicurati il successo nella Repubblica popolare. Trovando un compromesso tra l'andare incontro alle aspettative orientali e portare avanti gli interessi dell'azienda. Vediamo come.

LA FORZA DI EBAY

eBay è il più grande mercato online del mondo. La Repubblica popolare ha una popolazione informatizzata che ha raggiunto i cinquecento milioni di unità. E che, è importante sottolinearlo, ama fare acquisti online, ed è destinata a crescere, grazie all'espansione dell'uso dei computer e di internet nelle campagne.

Visto il modello di distribuzione che si è consolidato nel paese negli ultimi anni, i cinesi sono abituati ad avere la possibilità di scegliere tra decine, a volte centinaia, di prodotti simili. Ecco perché per le vendite online snobbano i piccoli portali dello shopping cui preferiscono Alibaba . Il migliore dal punto di vista della varietà dell'offerta.

Ecco allora che, consapevole che affrontando il mercato cinese da solo eBay non sarebbe riuscito a competere con l'attuale monopolista orientale, per problemi linguistici e di presentazione delle offerte, l'azienda ha individuato un partner locale, Xiu.com , per farsi aiutare ad aumentare, grazie al nuovo portale eBay Style, un traffico di acqusiti che è già significativo. Da qualche tempo, infatti, le vendite ai cinesi aumentano di una media del 40% l'anno.

I ricavi delle vendite online, nel 2011, hanno sfiorato i 130 miliardi di dollari. Che importa se per appropriarsene eBay ha bisogno di un partner locale? In fondo è meglio dividere un bottino tanto succulento che vederlo incassare dai concorrenti.

I CASI DI BASF E PEPSI

Il caso di Basf e Pepsi è molto diverso da quello di eBay, ma altrettanto ben studiato. Le due aziende, infatti, hanno capito prima di molte altre che per avere successo in Cina non sarebe stato sufficiente riadattare i loro prodotti ai gusti locali, ma sarebbe stato necessario elaborarne di nuovi. Ecco perché, per migliorare l'efficacia dei reparti di ricerca e sviluppo incaricati di occuparsi del mercato cinese, hanno scelto di trasferire questi ultimi nella Repubblica popolare. Per affiancare al loro staff personale locale, con cui lavorare per ottenere risultati certamente migliori.

BASF ha investito 55 milioni di euro nel suo impianto, Pepsi poco più di 40. E l'intenzione è quella di affiancare agli stabilimenti dedicati alla ricerca una serie di fabbriche che possano occuparsi della produzione. Entrambi si rendono conto che la Repubblica popolare non è più il paese in cui conviene di più produrre, ma hanno capito che si è già trasformato in una nazione dalle potenzialità di vendita enormi, soprattutto se si mettono sul mercato i prodotti giusti.

Ecco quindi che, per poter essere più veloci possibili e competere dall'interno con una concorrenza locale che si fa di giorno in giorni più strutturata, i due colossi occidentali hanno scelto di continuare ad investire, ma con una strategia vincente.

La Cina è cambiata, e bisogna essere preparati se se ne vogliono cogliere le nuove opportunità. Qualcuno l'ha capito. E speriamo che il loro esempio sia sufficiente a invogliare altri operatoria muoversi nello stesso modo.

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