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Economia

Addio Equitalia? L’alternativa per molti sarà pagare di più

Dal 2013 i comuni incasseranno direttamente i tributi locali. Alcuni già lo fanno e il conto è salato. Fra le eccezioni positive, Torino e Parma. L'inchiesta di Panorama

Dal 2013 la riscossione dei tributi locali da parte dei comuni per mezzo di società in house o soggetti esterni diventerà prassi, perché scadrà la convenzione con l’Equitalia, ma non è detto che per i contribuenti ciò si riveli un buon affare, anzi. Oggi, là dove è in vigore il sistema fai-da-te, il debitore raramente risparmia e se paga in ritardo a volte finisce persino col rimetterci qualcosa in più. In futuro potrebbe andare peggio. «Il settore è una giungla» dice a Panorama Antonio Finocchiaro, presidente dell’Aspel, che raggruppa le società pubbliche di entrate locali «perlomeno andrebbero posti dei limiti massimi per quanto concerne gli aggi da applicare all’attività di riscossione».

Oggi con l’Equitalia, se l’importo evidenziato nella cartella esattoriale viene saldato entro 60 giorni, il cittadino deve fare fronte a un aggio sulla riscossione coattiva del 4,65 per cento mentre un altro 4,35 è a carico dell’ente impositore. Altrimenti, sforato il limite di tempo prestabilito, l’aggio del 9 per cento ricade tutto sulle sue spalle. E con le altre agenzie? A Prato con la Sori e in alcune città della Sicilia, dove a farla da padrone è la Serit, l’aggio arriva al 10 per cento: dopo due mesi grava esclusivamente sul contribuente. La Serit, controllata dalla Regione Siciliana, da poco è partecipata dall’Equitalia al 10 per cento.

Bologna, dove il servizio è stato affidato alla Engineering Tributi, è a quota 9. Con la Trentino Riscossioni, invece, si è chiamati a mettere mano al portafogli entro 30 giorni (anziché 60 come con l’Equitalia) per evitare che il balzello sia tutto a proprie spese. Non mancano tuttavia i buoni esempi.

A Torino con la Soris l’aggio sulla riscossione coattiva è del 7,71 per cento, mentre a Parma la società locale pratica un 17 per cento, che però è a carico di chi ha maturato il credito: il contribuente deve solo fare i conti con un interesse di mora del 4 per cento, leggermente inferiore a quello richiesto dal gruppo che fa capo a Inps e Agenzia delle entrate. I comuni (e non solo) nel frattempo si stanno attrezzando per assolvere al compito che è stato loro richiesto. Nella capitale è pronta l’Aequa Roma. In pista pure l’Anci. La partita fa gola: la riscossione coattiva vale da sola oltre 1 miliardo di euro l’anno.

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