Cultura

Miracolo a Piazza Armerina: ecco i mosaici dimenticati

Dopo cinque anni di restauri e 10 di polemiche, dal 4 luglio il pubblico potrà ammirare i capolavori romani in Sicilia

Il profumo di gelsomino stavolta sembra più intenso del solito. Il 4 luglio 2012, dopo cinque anni di lavori e 10 di polemiche, riapre la Villa Romana del Casale, uno dei siti archeologici più famosi al mondo, inserito dall’Unesco nel patrimonio mondiale dell’umanità. Costruita nel IV secolo da un ignoto benestante a 5 chilometri da Piazza Armerina, nell’entroterra siciliano, la villa è decorata con 3 mila metri quadrati di mosaici. Che da decenni, sotto una copertura in plexiglas, ribollivano per l’effetto serra, saltavano per l’umidità, si gonfiavano per le infiltrazioni.

È stata una delle vergogne dell’arte italiana, esempio di degrado. Ora questo capolavoro romano sta per rinascere. I lavori, cominciati nel 2007, sono costati 13 milioni di euro. Ma Guido Meli, direttore del parco archeologico della Villa del Casale, si spacca la testa su questo progetto dal 2003. Con lui hanno lavorato decine di operai e 70 mosaicisti, provenienti da tutt’Italia.

Il plexiglas è stato sostituito dal legno. All’interno, invece, le passerelle da cui si ammirano i mosaici appaiono allargate e rialzate. Dalle pareti sono emersi affreschi ben conservati, come gli amorini nella Stanza della piccola pesca. Il lavoro più grosso però è stato fatto sui pavimenti: "Il cemento" spiega Meli, "è stato sostituito dalla malta incisa, che in molte parti abbiamo colorato per dare continuità ai mosaici: decine di metri quadrati di disegni ora sono ricostruiti".

A Piazza Armerina non ci speravano più. L’urbanista Carmelo Nigrelli, il sindaco, esulta come un maratoneta al traguardo: "Liti interminabili, fondi esigui, turisti dimezzati... sono stati anni difficili" racconta. "Ma ora Piazza Armerina e la sua villa diventeranno la capitale culturale del centro della Sicilia".

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