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Sergio Toppi: addio a un maestro del fumetto e dell'illustrazione

Ci lascia uno dei più grandi artisti italiani, che per più di mezzo secolo ha fatto sognare i lettori di enciclopedie, libri, riviste e quotidiani

Dettaglio dalla mostra di Toppi a Bologna nel 2009 - Credits: Sergio Toppi e aventi diritti

Nel pomeriggio di ieri, martedì 21 agosto, è scomparso a 79 anni Sergio Toppi, uno dei più noti illustratori e fumettisti italiani nel mondo. La sua carriera lo ha visto firmare tantissime immagini per enciclopedie, riviste, quotidiani, storie brevi e lunghe a fumetti, sia su riviste "d'autore" che pubblicazioni popolari.

Dotato di un tratto personalissimo e inconfondibile - perlopiù in bianco e nero - che combinava felicemente disegno, grafica e narrazione sequenziale, Toppi si è destreggiato abilmente tra fumetto e illustrazione, confrontandosi con successo con tematiche storiche, western, fantastiche e anche horror. Ha attinto a piene mani da leggende, tradizioni folkloristiche, e ambientazioni esotiche riuscendo per decenni e decenni a evocare il fascino di favole orientali come di vicende e personaggi reali, raffigurati con notevole pathos ma quando necessario anche con molta umanità.

Schivo ed estremamente umile, Toppi si è sempre considerato un artigiano e ha mostrato in più occasioni che la sua incredibile tecnica era condita da molta autoironia e da una straordinaria curiosità verso popoli, ambientazioni, tradizioni e culture diverse. Nel corso della sua lunga carriera ha vinto numerosi premi nazionali e internazionali, tra cui uno Yellow Kid a Lucca nel 1975, il premio ANAFI nel 1992 e il Romics D'Oro nel 2006, e ha ispirato altri autori di fumetto di altissimo livello come Nicola Mari, Daniel Zezelj, Frank Miller, Howard Chaykin e Walter Simonson.

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Nato l’11 ottobre 1932 a Milano, Toppi aveva abbandonato gli studi di medicina e si era dedicato subito al mestiere di disegnatore esordendo già all'inizio degli anni Cinquanta come illustratore per la UTET e per l’Enciclopedia dei Ragazzi della Mondadori, facendo esperienza anche come intercalatore per spot pubblicitari e cartoni animatipresso lo Studio Pagot. La sua produzione fumettista è iniziata nel 1960, sul "Corriere dei Piccoli", seguito dal "Corriere dei Ragazzi" e poi dalle più importanti riviste italiane di fumetto: "Linus", "Alter Alter", "Corto Maltese", "Il Giornalino", "L’Eternauta" e "Comic Art". Toppi ha prodotto volumi per la serie "Un Uomo un’Avventura", creato le raffinate storie de Il Collezionista per le Edizioni L’Isola Trovata ma ha anche messo il suo tratto al servizio di personaggi popolari come Dylan Dog, Martin Mystère e Nick Raider.

Molte delle opere a fumetti di Toppi (qualcuno le chiamerebbe "graphic novel") sono state ristampate negli scorsi anni da Grifo Edizioni . A chi vuole ammirare e gustarsi un'ampia selezione del suo genio di artista e narratore consigliamo la collana "Sulle rotte dell'immaginario" , pubblicata dalle Edizioni San Paolo. È composta da dodici volumi di 224 pagine ciascuno che coprono l’80% dell’opera del disegnatore, con anche diversi inediti in Italia, a cui si aggiungono i due volumi di "Storie dell’Unità d’Italia" firmati da autori vari, tra cui c'è ovviamente anche Toppi.

Capitolo a parte sono le collaborazioni per le produzioni seriali della Sergio Bonelli Editore. Toppi ha firmato copertine e illustrazioni ma anche i disegni di alcune storie, tra cui Nick Raider n. 114 , l'Almanacco del Giallo 2001 , Martin Mystère Extra n. 16 e il n.11 di Julia , "L'eterno riposo" , unico albo ancora disponibile come arretrato.

Segnaliamo infine l'eccellente libro "Sergio Toppi - Il segno della storia" , corposo catalogo-saggio edito da Black Velvet in occasione della bella mostra dedicata a Toppi a Bologna nel 2009, nel contesto del festival fumettistico Bilbolbul .

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