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'La rivincita delle mogli' di Anna-Lou Weatherley, un estratto in anteprima

Bestseller in Inghilterra, tra lusso, fashion e intrighi, arriverà in Italia il 13 dicembre

Particolare della copertina del libro "La rivincita delle mogli" (Newton Compton Editori)

Bestseller in Inghilterra, dal 13 dicembre esce in Italia il romanzo tra fashion e intrighi La rivincita delle mogli della giornalista britannica Anna-Lou Weatherley (edito da Newton Compton).

Da qualcuno è stato definito "Desperate Housewifes ambientato a Chelsea". Protagoniste sono Imogen, Calgary e Yasmin, tre amiche che abitano nell'esclusivo quartiere londinese di Chelsea e tra borse e scarpe griffate, vacanze esotiche e interventi estetici, sembrano condurre un'esistenza perfetta. Non mancano ovviamente le Manolo Blahnik e le Roger Vivier o le creazioni di Tiffany. Ma tra pranzi annaffiati di champagne e shopping sfrenato, le tre donne, mogli usate dai loro mariti a mo' di trofeo, si rendono conto che non ci sono carte di credito abbastanza capienti per risarcire alcuni torti e si uniscono per vendicarsi dei loro dispotici uomini. Mettono in piedi un piano che travolgerà le loro quotidianità facendo emergere scandali e bugie.

Panorama.it offre qui sotto un estratto del libro La rivincita delle mogli in esclusiva:

«Ah, alla fine ti sei degnata di onorarci della tua presenza», commentò con sarcasmo Calgary Rothschild vedendo Imogen sulla soglia della sua elegante casa d’epoca. «Mi dispiace», si scusò Imogen, entrando e sfiorando la guancia dell’amica con la punta del naso per darle un bacio volante. «C’era un traffico da incubo e poi... Be’, non ci crederai, ma...». «Non ora, tesoro», la interruppe Calgary attraversando l’atrio. Imogen, rassegnata, si affrettò a seguirla, trotterellando sul parquet antico che amplificava il ticchettio delle sue scarpette di vernice Roger Vivier.
Era impossibile non accorgersi che, dalla sua ultima visita, Calgary si era procurata alcuni pezzi nuovi straordinari, pensò Imogen lanciando un’occhiata a un imponente lampadario rococò a dodici bracci che pendeva dal rosone centrale come un enorme gioiello.
«Cristallo francese molato, tesoro», la informò Calgary con un sorriso, senza nemmeno voltarsi. «È costato un capitale all’asta di Sotheby. E prima che tu me lo chieda, sì, è un regalo di Douglas», aggiunse in tono acido.
«Qualcuno deve averla combinata grossa stavolta», commentò Imogen.
«Ah! Meglio non parlarne», sbottò Calgary, sprezzante. Non ce la faceva proprio ad affrontare l’argomento dell’ultimo tradimento del marito. Era troppo squallido, persino per uno come Douglas. Le mancava il fiato ogni volta che ripensava alla scena a cui aveva assistito di recente.
Di ritorno da un’ottima colazione da Langhan, aveva sentito degli strani rumori provenire dalla sua camera da letto e si era precipitata a controllare nel timore che Beluga e Cashmere fossero riusciti a intrufolarsi nella stanza guardaroba e si fossero messi a masticare la sua preziosa collezione di scarpe Manolo Blahnik. Aveva spalancato la porta della camera e davanti ai suoi occhi si era presentata una scena così raccapricciante che era indietreggiata barcollando, come se l’avessero colpita con un oggetto pesante. Per reggersi in piedi, aveva dovuto conficcare le unghie curatissime nel legno dello stipite mentre, con l’altra mano, si tappava la bocca per soffocare un urlo.
Con il passare degli anni, Calgary Rothschild aveva sviluppato una straordinaria capacità di sopportare le umiliazioni provocate dalle imprudenze del marito. Se non a perdonare, aveva imparato a dimenticare.
Si era abituata a nascondere lo sporco sotto costosi tappeti persiani e quel genere di episodi era all’ordine del giorno nel loro matrimonio. Stavolta, però, non era lei l’unica vittima del guaio combinato da Douglas.
Anche altri ne sarebbero rimasti feriti, persone a cui Calgary voleva bene. Questa volta non poteva dimenticare.«Cal?», la chiamò Imogen, sfiorandole delicatamente il braccio con aria preoccupata. Quel piccolo gesto di comprensione fu sufficiente a mandarla in crisi, così si affrettò a voltare le spalle all’amica per nascondere le lacrime che le riempivano gli occhi. «Non dirmi che se la fa con un’altra puttanella delle sue», aggiunse Imogen.
Calgary emise un lungo sospiro.
«Te l’ho detto, tesoro, meglio che tu non lo sappia». Fece scorrere le mani lungo l’abito rosso di Issa London, come se quei ricordi disgustosi le avessero lasciato addosso dei residui di sporco. Poi si ricompose e aprì la porta del salotto.
«Alla buon’ora, per la miseria», ruggì il fotografo, guardando con un gesto teatrale il Rolex che aveva al polso. Stava montando l’attrezzatura per il servizio in un angolo della maestosa sala da pranzo in stile Regency. «Perfetto. Il setting ideale è la chaise-longue sotto il Monet. Grazie al riflesso del tavolino di vetro, sembrerà che anche loro facciano parte del quadro», commentò senza rivolgersi a nessuno in particolare.
«Ti presento una mia carissima amica, Imogen Forbes», annunciò Calgary.«Piacere di conoscerti», disse Imogen, stringendo la mano dalla manicure perfetta di una bionda strepitosa con due seni esplosivi, stretti in un abitino minuscolo. Calgary le lanciò un fugace sorrisetto d’intesa. Era da un po’ di tempo che moriva dalla voglia di presentarle la nuova Lady Belmont in carne e ossa. Finalmente Imogen poteva dare un volto alla donna che, nelle ultime settimane, era stata una fonte inesauribile di pettegolezzi.
«Piacere mio», rispose Lady Yasmin Belmont-Jones con una stretta di mano decisa.
«Signore, vi prego, prendete un calice di champagne e dei canapè», suggerì Calgary, riempiendo le flûte di Tiffany appoggiati di fronte a lei.
«Sembrano deliziosi», commentò Imogen, assaggiando un crostino alle uova di quaglia.
«Sì, vero? Beluga e Cashmere hanno cominciato a dare di matto appena hanno sentito questo profumino».
«Beluga e Cashmere? Sono i tuoi figli?», chiese Yasmin. Calgary buttò la testa all’indietro e scoppiò in una risata. «Sì, più o meno. Sono cani, tesoro, i miei cani. Due labrador color cioccolato. Li amo alla follia. Oggi pomeriggio li ho fatti portare via da una delle governanti per toglierceli dai piedi. Sai, quando ricevo ospiti sono sempre sovreccitati».
"Come la proprietaria", pensò Yasmin, sarcasticamente.
«Andiamo, prendete queste tartine. Non voglio essere l’unica a faticare sul tapis roulant lunedì mattina e non vorremo certo lasciare che quella giornalista metta le sue luride mani su queste prelibatezze, no? Sappiamo bene quanto i membri della stampa amino tutto ciò che è gratis». A quelle parole, le tre donne voltarono contemporaneamente lo sguardo verso la giovane giornalista che stava parlando con il fotografo. Sentendosi gli occhi puntati addosso, la ragazza rivolse loro la sua attenzione per un momento e sfoderò un sorriso fugace, poi tornò a guardare il fotografo.
«Maledetti parassiti, ecco cosa sono», sibilò Calgary.
«Calma, si occupa soltanto di moda per "ELS Magazine", non è una ficcanaso di "News of the World"», le fece notare Yasmin.
«Non farti ingannare dalle apparenze, tesoro. Sono tutti uguali. Venderebbero il loro primogenito per uno scoop da prima pagina», rispose Calgary in tono di scherno.

La rivincita delle mogli
di Anna-Lou Weatherley
Newton Compton Editori
pagg. 348, 9,90 euro

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