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Rimetti a noi i nostri debiti (in fretta!)

Un saggio di Luca Ciarrocca lancia una tesi provocatoria: per rilanciare l'economia mondiale c'è una sola strada, cancellare tutti i debiti pubblici

_COVER Rimetti i debiti

La copertina del libro di Luca Ciarrocca

S’intitola Rimetti a noi i nostri debiti, ma non è un saggio di teologia. Lo spiega bene il sottotitolo: «Una nuova lotta di classe contro le oligarchie bancarie». Il libro di Luca Ciarrocca (Guerini e Associati, 191 pagine, 15,50 euro) è una dura provocazione: se l’economia continentale non cresce, se la crisi greca non trova soluzione, se perfino la Cina popolare frena bruscamente e mentre l’Europa è travolta da una crisi epocale, con milioni di disoccupati e milioni di immigrati in arrivo, la colpa è tutta del debito.

Ciarrocca, giornalista e saggista, vive a New York (dove è stato corrispondente per varie testate, tra cui il Giornale). Nel 1999 ha fondato il sito wallstreetitalia.com e ora dirige italia.co, un sito di analisi e news per le nuove generazioni. In passato ha scritto I padroni del mondo: come la cupola della finanza mondiale decide il destino dei governi e delle popolazioni.

Autore dalle idee forti, insomma, Ciarrocca nel suo nuovo saggio sostiene che il nostro stile di vita oggi è il risultato di un falso benessere e di una falsa prosperità, entrambi costruiti sul debito. E lancia l'ipotesi: perché si possa avviare una ripresa è necessario abolire, cancellare, rimettere il debito pubblico.

La tesi, radicale, serve a lanciare due proposte rivoluzionarie: consegnare i soldi delle banche centrali direttamente ai cittadini e lanciare un Giubileo del debito. “Un’infusione di cash nei conti bancari dei cittadini pari al 2% del Pil" scrive "provocherebbe una crescita dell’economia di circa il 2,6%. Si tratta quindi di un provvedimento più che sufficiente per generare un forte sviluppo economico. Soprattutto in Paesi come l’Italia in cui la crescita, misurata al primo semestre 2015, è uno stagnante e quasi depressivo +0,2%".

Il saggio ospita le opinioni di autorevoli economisti (Krugman, Friedman, Rogoff, Reinhart, Sachs) e un’intervista a Joseph Stiglitz, premio Nobel per l’economia ed ex capo economista della Banca mondiale, il quale ipotizza un "quantitative easing" per i cittadini e sottolinea a sua volta la necessità di riformare per intero il mercato del debito. 

Il saggio pare in qualche modo vicino alle posizioni di Papa Francesco, che ha più volte invitato la politica mondiale a tenere alto il livello del dibattito sul debito e a porre le basi per lo sviluppo di “un’economia giusta e non basata esclusivamente sul continuo sviluppo”.

L’Italia è tra i Paesi con il più pesante debito pubblico: ogni italiano ha in media un debito di oltre 36.000 euro sulle spalle. Ciarrocca sostiene che "la bolla del debito erode risorse e aumenta le disuguaglianze. Un percorso senza fine che deve essere arrestato e il tempo a disposizione per trovare una soluzione sta scadendo".

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