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5 buoni motivi per leggere “L’amore graffia il mondo” di Ugo Riccarelli

Perché il Campiello 2013 è stato strameritato - Le altre Playlist

Particolare della copertina di "L'amore graffia il mondo" – Credits: Mondadori

La vittoria del Campiello 2013 dovrebbe riportare in classifica un bel libro come L’amore graffia il mondo di Ugo Riccarelli (Mondadori). Il romanzo era uscito nell'ottobre 2012 per poi superare le diverse fasi del premio veneziano sino alla finalissima di sabato scorso. Ma a ritirare il trofeo, ahinoi, Riccarelli non poteva esserci: nel frattempo, il 21 luglio 2013, lo scrittore era morto per via dei problemi ai polmoni che da anni non gli lasciavano tregua. Così, al suo posto, sul palcoscenico della Fenice, lo sostituiva commossa la vedova Roberta Bertone. E beninteso non si tratta di un riconoscimento postumo, alla memoria: la vittoria della gara rimane meritatissima. Ecco quindi cinque buoni motivi per leggere questo libro.

 

1. Questo romanzo è un vero monumento alle donne. In particolare alle donne del Novecento europeo, specchiate in una protagonista, Signorina, figlia e madre nel secolo della guerra e delle rinunce. Una donna "appagata perché il suo amore era riuscito a risolvere tutte le difficoltà e a tenere insieme il mondo". A ritirare il Campiello non poteva che esserci una donna fiera e semplice come l'amatissima moglie dello scrittore, emozionata ma non rassegnata, sorridente sul palco: "Sono orgogliosa di essere qui per lui e per tutte le donne che Signorina rappresenta".

 

2. Riccarelli aveva un'abilità tersa e speciale per scrivere: andandosene così presto, a 59 anni, ci ha privato di un bel po' di quei libri belli che senza dubbio avrebbe prodotto se avesse goduto di miglior salute. Ma L’amore è il vertice di una bibliografia densa di ottime scritture. Chi vuole scoprire questo autore farebbe bene a cominciare proprio da questo romanzo, e poi ripercorrerla a ritroso, sino a Il dolore perfetto (Mondadori, premio Strega 2004) e alle opere degli esordi.

 

3. L’amore graffia il mondo è anche un libro sul coraggio dell'Italia di un tempo. L’Italia rurale che ha vissuto gli anni del secondo conflitto mondiale, l’Italia delle case bombardate, della fame, dei soldi che non bastano, l'Italia difficile dei villaggi ricostruiti sulle macerie. L’Italia faticosa dei nostri nonni.

 

4. "Per Antonio, che è andato un attimo di là", scrive Riccarelli nella dedica a pagina 5 con ironica nostalgia. Questo libro è anche un omaggio a un altro grande scrittore scomparso da poco, cioè Antonio Tabucchi, di cui Riccarelli si considerava non solo amico fraterno ma anche seguace letterario. E infatti il periodare raffinato di Tabucchi traspare in controluce in diversi passi di L’amore graffia il mondo.

 

5. Ma L’amore graffia al mondo è anche un libro sui figli, sulla tenacia dell’amore materno. Il piccolo Ivo nasce debole di una malattia ai polmoni: in questa vicenda Riccarelli dipinge non solo un allusione al proprio destino ma soprattutto  l’eroismo di una mamma forte come la locomotiva cui deve il nome di battesimo. Ce lo spiega l’autore stesso nel filmato qui sotto, una delle sue ultime apparizioni in video.

 

 
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