Libri

Paesaggi e personaggi: 5 libri per viaggiare e non partire

Gillo Dorfles, Federico Pace, la Scuola del Viaggio, Andrea Berrini, Paolo Morelli: i nostri consigli di lettura per viaggiare con l'immaginazione

Controvento

Controvento, particolare della copertina – Credits: illustrazione di Andrea De Santis

Viaggiare e non partire. Titolo preso a prestito da un delizioso libro di qualche anno fa in cui Andrea Bocconi - psicoterapeuta, scrittore e viaggiatore - riusciva a trasmettere la passione per il viaggio anche ai più sedentari, semplicemente narrando esperienze raccolte in giro per il mondo. Perché, come molte altre cose, viaggiare è prima di tutto un'attitudine, una predisposizione, uno stato mentale. Spesso favorito dal libro giusto. Ecco allora i miei must per l'estate.

Paesaggi e personaggi, di Gillo Dorfles

Precedere i tempi è sempre stata una caratteristica di Gillo Dorfles, critico d'arte, filosofo, scrittore, artista e mille altre cose fra cui neuropsichiatra mancato. Un intellettuale la cui raffinatezza, originalità e creatività lo avvicinano ai grandi pensatori del secolo scorso (Walter Benjamin e Theodor Adorno, giusto per azzardare un paragone insolente). A 107 anni, dopo aver scavallato il millennio conservando una memoria purissima, è attivo sia in campo editoriale (Gli artisti che ho incontrato, 2015, Estetica senza dialettica, 2016, e ora Paesaggi e personaggi) sia in quello artistico (la recente mostra alla Triennale di Milano con i suoi disegni dedicati alla creatura fantastica Vitriol). Ma è stato un precursore anche del "viaggio come laboratorio", spiega Aldo Colonetti nell'introduzione a Paesaggi e personaggi: quando viaggiava per piacere o per lavoro, per convegni e grandi mostre oppure seguendo le tracce dell'architettura moderna, la tensione verso l'altrove era sempre legata a un approccio fenomenologico che combinava osservazione, riflessione e incontro. Da Trieste e Gorizia, da Genova a Roma e poi a Milano, da Torino a Firenze, a Paestum, alla Sardegna; e ancora da Barcellona a Praga, da New York a Brasilia, dalla Russia al Giappone, sfilano tra queste pagine molti numi tutelari dell'arte e cultura novecentesche, raccontati con sobrietà ed eleganza, affetto e ironia da uno di loro. Una sequenza di incontri straordinari che si apre idealmente con Umberto Saba nella sua libreria triestina e si chiude con Norman Foster che apprende il Feng-Shui a Hong Kong. Ma questo libro è anche un manifesto di civiltà: "Non mi posso dire italiano completamente", ha detto Gillo. Se nascere a Trieste ai primi del Novecento significava guardare alla Mitteleuropa - Austria, Germania, Slovenia, Croazia - come al giardino di casa, viaggiare ha significato allargare a dismisura gli orizzonti del pensiero. Un pensiero senza confini.

Gillo Dorfles
Paesaggi e personaggi
Bompiani
320 pp., 15 euro

Controvento, di Federico Pace

Di paesaggi e personaggi si parla anche Controvento, nelle Storie di viaggi che cambiano la vita narrate da Federico Pace, già autore di splendide raccolte come Senza volo e La libertà viaggia in treno. Le storie di Controvento sono ispirate alla biografia di ventisette personaggi - architetti, scrittori, pittori, scienziati, musicisti - di cui l'autore cattura il magico istante del cambiamento, innescato da un viaggio. "Andare via proprio in un certo momento. È allora che le cose cominciano ad accadere." Sono favole eppure assolutamente vere, pezzi di vita che riprendono vita. Il viaggio come iniziazione, metamorfosi interiore. I pensieri cupi di Einstein sul transatlantico che lo porta a New York nel 1933, sfollato per sempre. Oscar Niemeyer in auto da Rio de Janeiro al deserto che un giorno avrebbe trasfornato in città: Brasilia. La quiete instabile del Monte Athos nelle meditazionie di Le Corbusier. Le dissolvenze di Gauguin da Marsiglia a Tahiti, gli svelamenti di Van Gogh zigzagando a piedi tra i borghi delle Fiandre. Le scorribande di Borges e Bioy Casares a Buenos Aires, suggello d'amicizia, e l'innocenza perduta di Gabriel Garcia Marquez nei villaggi delle Ande orientali. Strepitosa l'interpretazione dell'Hejira di Joni Mitchell dal Maine a Los Angeles (da leggere con la colonna sonora di Amelia e Coyote, melodie immortali e senza ritornello), e il viaggio di Ziggy Stardust nel 1973 in Transiberiana: da Vladivostock a Mosca per riacquistare l'identità del suo mentore, David Bowie.

Federico Pace
Controvento
Einaudi
172 pp., 14 euro

Raccontare il viaggio, di Andrea Bocconi e Guido Bosticco

Un taccuino e un manuale concepito dai maestri della Scuola del Viaggio per illustrare le sfumature del moderno reportage con tutte le tecniche disponibili, ma anche un'avventura di ricerca e spaesamento che fa venir voglia di partire solo per trasformare la penna in un'antenna. Per Raccontare il viaggio bisogna prima educare lo sguardo "per renderlo più limpido e profondo", spiega Claudio Visentin nell'introduzione: "ogni generazione deve saper raccontare da capo il mondo con parole sue". Così mentre i due autori dedicano un'ampia sezione alla scrittura di viaggio, corredata da un'infinità di ricordi, aneddoti ed esercizi, Andrea Canepari introduce all'alchimia del videoracconto, dalla fantafiaba al Mockumentary, mentre Vince Cammarata spiega come si fa a costruire un racconto a partire dagli scatti. Nell'epoca del selfie, usata in modo non invadente, la fotografia può ancora essere l'universale passepartout per entrare in contatto con l'altro e l'altrove. E infine la Via del Taccuino di Stefano Faravelli, con alcune riproduzioni dei suoi leggendari carnet, eredi dell'antica arte della calligrafia: una scuola di pittura tascabile che è anche, forse soprattutto, un percorso di meditazione e un oh! di stupore per il creato.

Andrea Bocconi e Guido Bosticco
Raccontare il viaggio
Touring Club Italiano
192 pp., 14,90 euro

Scrittori dalle metropoli, di Andrea Berrini

Un'incursione nella "fabbrica del mondo", l'Asia urbanizzata e ruggente di questo scorcio di secolo, da un ingresso laterale e poco affine agli stereotipi dell'immaginario collettivo. Andrea Berrini, scrittore, fondatore della casa editrice Metropoli d'Asia e imprenditore di microcredito, incrocia il cammino di cinque Scrittori dalle metropoli, con l'obiettivo di trovare lungo la strada un minimo comun denominatore capace di illuminare la middle class dell'Asia continentale, quel macrocosmo in vertiginosa evoluzione. Scrittori off, di seconda fascia ci tiene a precisare l'autore, che "ci provano giorno dopo giorno" e in fin dei conti gli assomigliano forse un po'. Da Hoe Fang, personalità vulcanica e mutante nella Singapore del boom, alle storie di Zhu Wen (autore di Se non è amore vero allora è spazzatura) in una Pechino autunnale, gelida e ventosa, scostante come il suo interprete. Una città, un paese che da quando "è finito in disuso il noi del comunismo nessuno può sentirsi a casa in un io autistico e spaurito". Poi però alla fine il ruvido Zhu saluta Berrini con un quasi abbraccio e un'apertura sorprendente affidata a un vecchio classico di Neil Young, Heart of Gold. Il flash sulla nuova India è ancora più crudo e spietato, in particolare nella testimonianza di Annie Zaidi, trentenne poetessa, giornalista e blogger di Mumbai che ha scelto di fare l'inviata per vedere come si vive davvero nei bassifondi della shining India, le periferie delle megalopoli dove lo spazio è definito dai corpi che le popolano. Dove cioè la borghesia emergente non riesce a emanciparsi dai propri "servitori" perché tutti in fondo condividono lo stesso spazio, in una organizzazione sociale intimamente, drammaticamente interconnessa.

Andrea Berrini
Scrittori dalle metropoli
Iacobelli Editore
200 pp., 12,90 euro

Vademecum per perdersi in montagna, di Paolo Morelli

Benemerito manuale di filosofia di montagna travestito da dizionario self-help per vagabondi, torna in libreria dopo essere rimasto introvabile per un po'. Il Vademecum per non perdersi in montagna di Paolo Morelli è la lettura ideale per viaggiare e non partire, dedicata, come ha scritto Ermanno Cavazzoni, a "chi spera che il mare si allontani, assieme alle spiagge, alle cabine e ai bagnanti". Ironico, caustico, irriverente, divide le voci in due sottocategorie programmatiche: Attrezzi per vagabondaggi a piacere e Compagni! (piccola guida agli incontri di montagna). Spiccano, nel ricco campionario della flora e della fauna analizzate con amore e illogica allegria, alcuni esemplari più meno rari che rispondono ai nomi di turisti, escursionisti, meteorologi, mogli e fidanzate, scrittori, generali, geologi, dementi, forestali, ecologisti, alpinisti, arrampicatori e addirittura architetti. Ce n'è per tutti, si finisce per andare avanti a leggere compulsivamente, a ridere da soli. La mia preferita è la definizione dei cartografi, gli esseri umani più improbabili da incontrare in montagna a causa della loro proverbiale pigrizia, con una una lunga nota finale in cui si riporta il Testamento di un cartografo impunito: "per potersi orientare bene in un certo luogo, non si deve solo conoscere la via giusta per andare da una località all'altra, ma si deve anche sapere dove si finirebbe se si svoltasse per una direzione sbagliata, e a questa direzione sbagliata io ho dedicato la mia vita..." Geniale.

Paolo Morelli
Vademecum per perdersi in montagna
Nottetempo
160 pp., 13,50 euro

© Riproduzione Riservata

Leggi anche

Commenti