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Luciano Lutring: dalle rapine alla scrittura

Lo chiamavano il ‘solista de mitra’ ed è stato uno dei protagonisti della mala meneghina degli anni Sessanta. In carcere ha scoperto l’arte e l’amore per la scrittura

Una vecchia immagine di Luciano Lutring

Una vecchia immagine di Luciano Lutring – Credits: MIDA / ANSA

Aveva 76 anni e un passato da romanzo. Luciano Lutring, scomparso la scorsa notte, era l’ultimo dei protagonisti della criminalità milanese di più di trent’anni fa. La sua specialità erano le rapine, e furono centinaia in una carriera iniziata quasi “per caso” in un ufficio postale di Milano.

Considerato il “nemico pubblico numero uno” sia in Italia che in Francia, Lutring seppe costruirsi una fama di criminale “gentiluomo” e, per quanto se ne sappia, non ha mai ucciso o ferito nessuno durante i suoi colpi. L’appellativo più famoso gli fu dato da Franco Di Bella, sul Corriere della Sera: “Il solista del mitra”, perché usava nascondere le proprie armi all’interno di una custodia di violino.

E proprio il violino era la carriera che i suoi genitori speravano di poter far intraprendere al piccolo Luciano. Ma col passare degli anni crebbe in lui anche l’amore per la bella vita, le auto di lusso, il vizio, i soldi, le donne: desideri che pensò di realizzare attraverso la pericolosa strada del crimine.

Venne ferito e arrestato nel 1965 a Parigi. Nei dodici anni di carcere in Francia iniziò a dedicarsi alla pittura e alla scrittura (diventando addirittura “amico di penna” di Sandro Pertini, allora Presidente della Camera).

Nel 1977 rientra in patria, per effetto della grazia concessagli dal Presidente francese Georges Pompidou, e dopo poco tempo anche il nostro Giovanni Leone gli consente di uscire anzitempo dalla prigione.

Come per Renato Vallanzasca, anche Lutring è stato oggetto di attenzioni da parte del cinema. Dalle sue gesta sono stati tratti due film, uno nel 1966 in Italia, Svegliati e uccidi, per la regia di Carlo Lizzani, e uno in Francia, Lo zingaro, nel 1975, con Alain Delon a fare da protagonista.

Lutring, smesso il mitra e impugnati penna e pennello, ha realizzato numerose opere, esponendo in varie mostre. Ma ci ha anche lasciato diversi libri, tra cui Il solista del mitra (Longanesi), L’assassino non sciopera (Longanesi), Catene spezzate  (A. Car.), L’amore che uccide  (A. Car.), sempre ispirati alla sua rocambolesca vita, in cui non mancano mai i riferimenti alla sua amatissima Milano.

Oltre ai suoi romanzi, per conoscere meglio la biografia del rapinatore meneghino, può essere utile anche il recente volume di Andrea Villani, Luciano Lutring  (Mursia).

E per un ulteriore approfondimento sugli anni violenti e romanzeschi della Ligera milanese, consigliamo Milano criminale. Il romanzo  , di Paolo Roversi (Rizzoli) e il capitolo Milano calibro 9 del libro Storie di bande criminali, di mafie e di persone oneste  , di Carlo Lucarelli (Einaudi).

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- Il solista del mitra – Luciano Lutring (Longanesi)

- L’assassino non sciopera – Luciano Lutring (Longanesi)

- Catene spezzate – Luciano Lutring (A. Car.)

- L’amore che uccide – Luciano Lutring (A. Car.)

- Luciano Lutring – Andrea Villani (Mursia)

- Milano criminale. Il romanzo - Paolo Roversi (Rizzoli)

- Storie di bande criminali, di mafie e di persone oneste - Carlo Lucarelli (Einaudi)

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