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5 libri di storia da regalare a Natale

Il mondo raccontato in 100 oggetti, il back-stage dei grandi eventi, le rivelazioni legate ai grandi del passato: cinque saggi – per tutti i gusti e tutte le tasche – che non possono mancare sotto l’albero

(Credits: Ansa/Brambatti)

C’è quella con la “S” maiuscola, destinata a essere studiata e continuamente revisionata. E c’è quella che si concentra sulle pieghe meno note, finendo sempre col rivelare nuove, suggestive prospettive. Anche quest’anno la pubblicistica storica ha ricoperto un ruolo rilevantissimo nella produzione editoriale nostrana. Proviamo a segnalare cinque volumi che intrecciano interessi e visuali disparate, unite dall'imperativo della chiarezza del linguaggio e della solidità degli studi.

Si può raccontare la Storia del mondo in 100 oggetti? A porsi la domanda (e a darsi una risposta affermativa) è stato Neil MacGregor, britannico, classe 1946, con un curriculum di tutto rispetto (è stato direttore della National Gallery di Londra e, attualmente, è a capo del British Museum). L’impresa è titanica, l’opera (in Italia, edita da Adelphi) monumentale. Si parte da una pietra di taglio abbandonata in Tanzania due milioni di anni fa, si arriva a una carta di credito islamica emessa nel 2009. Le scelte – per definizione – sono opinabili, i criteri molto soggettivi, ma l’obiettivo dello studio non può certo dirsi mancato: un’argomentazione sofisticata e raffinatissima, e soprattutto una marcata idea di fondo.

Un libro denso, destinato a diventare un best-seller che in molti troveranno sotto l’albero. Dietro le quinte della storia (Rizzoli) ha il taglio e il ritmo di un back-stage documentato che parte dall'antichità e arriva fino ai giorni nostri. A scriverlo due capifila del proprio settore: Piero Angela e lo storico Alessandro Barbero. Il risultato è una sorta di dialogo stimolante che prova a concentrarsi sull'incidenza della vita quotidiana sui grandi eventi passati alla storia e finiti sui manuali. Con un occhio agli usi e ai costumi, ma anche alla tecnologia e soprattutto allo spirito di adattamento dell’uomo.

È una parola quasi esclusivamente associata all'età contemporanea. Di più: è il punto di forza della critica ai governi liberisti e neo-liberisti che da Ronald Reagan e Margaret Tatcher in avanti si sono succeduti per ridimensionarlo o riformarlo, a seconda dei punti di vista. Ma il welfare state è davvero una creazione moderna? A domandarselo è Ennio Caretto in un curioso saggio (Il welfare state nell'antica Roma, Editori Riuniti) che indaga sulle forme di assistenza nell'Urbe, senza mai perdere di vista – ed è qui il bello del saggio – la realtà contemporanea e le sue analogie con i classici.

Più che un dipinto, un’icona, riconosciuta in tutto il mondo. La Gioconda di Leonardo da Vinci ha finito col catalizzare l’attenzione di critici, scrittori, poeti e soprattutto di milioni di turisti, scatenando una pubblicistica fluviale, che non ha sempre coniugato capacità di analisi e chiarezza di scrittura. Ha invece questa dote il saggio di Roberto Zapperi, Monna Lisa addio (Le Lettere) che prima di arrivare in Italia è stato pubblicato (e assai discusso) in Germania. Lo storico ricostruisce la vicenda del quadro in un intreccio torbido e complicato che prende l’abbrivio dalla Firenze medicea e arriva in Francia. La tesi, assai suggestiva, ha fatto discutere mezzo Occidente: il ritratto della donna – sostiene il suo autore – non coincide affatto con quello di Monna Lisa.

Ha il respiro lungo della dissertazione, e la rapidità e secchezza dello stile cristallino una curiosa Storia della musica da poco pubblicata da La Vita felice. A firmarla, padre Giambattista Martini, sacerdote francescano assai colto e versatile che nel Settecento era considerato un’autorità nel campo. Nelle intenzioni del religioso, il lavoro doveva portare a un monumentale studio dalle origini ai suoi tempi, ma l’opera si interruppe a causa della morte dell’autore. Ora l’editore milanese ha deciso di pubblicare l’estratto che va dalla creazione di Adamo fino al diluvio. Concisa, asciutta, essenziale, si legge con velocità ed è dettagliatamente introdotta da una nota esaustiva di Laura Nicora.

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