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“L’uomo nero”, un noir alla Scerbanenco

Luca Poldelmengo è al suo secondo romanzo con L’uomo nero. Un avvincente noir all’italiana

L'uomo nero

Un particolare della copertina de L'uomo nero di Luca Poldelmengo – Credits: Piemme

Sulla copertina de L’uomo nero (Piemme) c’è scritto “thriller”, ma quest’indicazione di genere confonde un po’. L'ultimo romanzo di Luca Poldelmengo in realtà è un noir all’italiana, ambientato in una Roma riconoscibile e verosimile e allo stesso tempo carica di un’aura malvagia quanto intrigante.

Nella trama de L’uomo nero si intrecciano le storie di tre uomini apparentemente lontani tra loro. Affari non proprio chiari e un omicidio che fa rivoltare lo stomaco lega i loro destini, e li porterà verso la bocca dell’inferno. Solo uno troverà la redenzione.

Filippo è un padre amorevole e un marito premuroso, ma per garantire un vita dignitosa a moglie e figlia non ha remore a riesumare il suo lato oscuro, quella che chiama “la vocazione”, immischiandosi in affari non proprio puliti. Gabriele invece è un uomo d’affari, partito dal nulla e che si è fatto da sé, senza sottrarsi mai al gioco delle bustarelle e degli accordi sottobanco. Il suo ultimo obiettivo è sposare la facoltosa proprietaria della catena di alberghi di lusso di cui è amministratore. Ha solo un ostacolo, ed è da eliminare. Marco è un giovane ispettore, poliziotto per tradizione famigliare più che per scelta, che si è fatto trascinare dall’autorevolezza dittatoriale del padre, ex pezzo grosso della polizia ormai in pensione. Fa il suo lavoro in sordina, accontentandosi del minimo indispensabile, senza troppa passione. Almeno fino a quando l’omicidio di una persona a lui cara non lo scuote dall’apatia.Un unico filo conduttore, colorato di nero, lega questi tre personaggi l’uno all’altro.

L’intreccio diabolico che Luca Poldelmengo ha costruito non permette di staccarsi dalle pagine di questo libro. I capitoli sono brevi ma appassionanti, ognuno costruito secondo il punto di vista di un personaggio diverso: l’effetto è molto cinematografico. L’uomo nero è molto vicino ai romanzi di Scerbanenco o De Cataldo: un accostamento sinonimo di garanzia.

Luca Poldelmengo si è fatto conoscere in narrativa nel 2009 con Odia il prossimo tuo (Kowalski), ma la sua vera vocazione è la sceneggiatura: suo lo script di Cemento Armato, film del 2007 diretto da Marco Martani e interpretato da Giorgio Faletti , Nicola Vaporidis e Carolina Crescentini. L’uomo nero è il suo secondo romanzo, e promette bene.

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