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L'Ue boccia la riduzione dell'Iva sugli e-book, anzi no...

Rimarrà il 4% deciso in Italia? Sì, perché se la Corte sanziona Francia e Lussemburgo, tutti i vertici europei spingono in direzione opposta

Se non c'è la carta, non può esserci nemmeno la riduzione dell'Iva: questo in estrema sintesi il parere della Corte di giustizia europea che, dando ragione alla Commissione Ue, ha bocciato la diminuzione dell'imposta sugli e-book al 5,5% e 3% decisa rispettivamente da Francia e Lussemburgo nel 2012.

Nella sentenza, oltre a sottolineare che le regole europee prevedono sì la possibilità di un'aliquota Iva ridotta per i libri, ma solo se su un supporto fisico che è parte integrante del libro (ovvero la carta), la Corte di giustizia ha anche precisato di essere arrivata a tale decisione osservando che l'e-book necessita di un supporto fisico per essere letto, come ad esempio un tablet o un pc, ma che "questo supporto non è fornito insieme al libro elettronico". Altra osservazione dei giudici: le regole Ue in materia di Iva "vietano la possibilità di applicare un'Iva ridotta a qualunque servizio fornito per via elettronica" e "secondo la Corte la fornitura di libri elettronici costituisce un servizio di questo tipo".

Considerazioni, quelle della Corte, che bocciano indirettamente anche la misura presa lo scorso gennaio dal Governo italiano nell'ambito della Legge di Stabilità, con cui l'Iva sugli e-book è stata ridotta pure nel nostro Paese dal 22% al 4%. E anche se per i lettori di libri digitali non tutte le speranze sono perdute, dal momento che dopo la sentenza lo stesso presidente dell'Europarlamento Martin Schulz ha sollecitato via social media la Commissione Ue a mettere mano alla direttiva sull'Iva in relazione appunto agli e-book, è anche vero che in attesa di nuove risoluzioni il mandato dell'Unione Europea è che le decisioni degli Stati membri debbano essere prese "nell'ambito del quadro normativo comunitario".

A dispetto di quanto sopra, la scommessa di Matteo Renzi di inserire il provvedimento della riduzione dell'Iva nella Legge di Stabilità, correndo il rischio di incorrere in una procedura di infrazione, sembra però poter reggere: tenendo conto che il "contenzioso fiscale" riguardante Francia e Lussemburgo era relativo al 1° gennaio 2012, l'Italia ha infatti tutto il tempo di scongiurare una sanzione continuando anche nella battaglia condotta sul tema durante il suo ultimo semestre di presidenza europea. Battaglia che vede anche il pieno appoggio della presidente della Commissione cultura del Parlamento europeo, Silvia Costa, che si è già fatta promotrice della questione nei confronti del commissario Ue alla Cultura, Tibor Navracsics, e la presidenza di turno lettone, affinché il quadro normativo sull'Iva degli e-book cambi in tempi rapidi.

Ovviamente schierati per un'Iva più bassa anche gli editori italiani ed europei, che hanno scritto una lettera aperta al presidente della Commissione europea, Jean Claude Juncker, a quello del Parlamento europeo, Martin Schulz, e a quello del Consiglio europeo, Donald Tusk, chiedendo fermamente che "si intervenga sulla direttiva comunitaria per eliminare la stortura che penalizza lo sviluppo del libro e della lettura nell'intero continente".

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