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'Io ti sento' di Irene Cao. Il secondo volume della trilogia hot

Quando la passione si insinua sino a farti perdere. Tutto. Una storia d'amore imperniata sull'arte e il suo simbolismo - Il primo volume, Io ti guardo

Irene Cao, Io ti sento (particolare della cover) - Credits: Rizzoli

Che fosse un successo annunciato si era capito da subito. Il clamore suscitato dall’uscita del primo volume lo si è potuto vedere in tutte le classifiche. Il passaparola ne è stato la logica conseguenza. Dopo Io ti guardo , il secondo volume della trilogia toglie ogni dubbio: Irene Cao ha forgiato una storia d’amore imperniata sull’arte e sul suo simbolismo, sui sensi e sulla loro ricettività, sulla passione e su quanto siamo disposti a perdere pur di inseguirla.

Io ti sento (Rizzoli ) ha come sfondo Roma, la città eterna. Elena ha una certezza: Filippo e i suoi occhi dolci, braccia in cui rifugiarsi e gesti che scaldano il cuore. La loro vita è formata dalla parola “insieme” da soli tre mesi. Tutto procede per il meglio, compreso il restauro con la burbera Paola presso la Chiesa di San Lorenzo.

La storia con Leonardo appartiene al passato. “Ormai riesco a vedere Leonardo per quello che è: un amore che appartiene alla vecchia Elena, sbagliato e che non ritornerà mai”.
Fino alla sera del trentesimo compleanno di Elena e al destino beffardo. “Per quanti piani possiamo fare, per quante decisioni ci illudiamo di prendere, è solo una questione di destino. E non possiamo farci niente”.

L’incontro. Il desiderio di scordare tutto: il calore delle sue mani, l’energia dei suoi occhi, il profumo della sua pelle. Non ci ricascherà Elena, ha sofferto troppo e la sua vita è andata avanti. Ma quella “fiamma dentro di me brucia ancora, nascosta sotto strati di ragionevolezza e istinto di sopravvivenza”.

Gli sforzi sono battaglie titaniche. “All’improvviso mi sento debole, affranta, malconcia, mi vedo gli arrossamenti sulle gambe, il vestito strappato, il trucco sfatto, i capelli scompigliati. Una guerriera sconfitta. Sono i segni di una passione impossibile, di una guerra che non riuscirò mai a vincere”.  

Tutto ruota ora attorno al passato di Leonardo, segreto e sconosciuto e a quel tatuaggio misterioso che fa sempre e solo pensare che “l’amore non può essere questa lotta sfiancante, questa carica di vertigini, questo pugno allo stomaco”.
Chi sceglie è sempre Leonardo. Chi paga è Filippo. Chi perde Elena.

Una domanda a Irene Cao.
Quando il romanzo rosa ha lasciato tutto questo spazio all’erotico?
Vorrei non dirlo, ma forse è successo dopo "Fifty Shades". È da lì che la letteratura erotica è entrata nel mainstream, incuneandosi negli spazi liberi rimasti sugli scaffali della letteratura rosa. Nella mia trilogia c'è del rosa, è vero, c'è un po' di chick lit, ma si intrecciano anche altri registri e fattori, in primis quella componente intimistica tipica di un certo romanzo italiano. Insomma, una storia d'amore raccontata fuori e dentro la camera da letto.

Io ti sento
di Irene Cao
Rizzoli, 2013
(294 pagine)

@violablanca

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